Santa Lucia, non è il giorno più corto che ci sia!

Ogni 13 dicembre la storia si ripete, per tradizione popolare, soprattutto delle persone più anziane, quante volte abbiamo sentito dire questo detto “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” …

ma, la verità è invece un’altra.

Il giorno più corto dell’anno è sempre il solstizio d’inverno ma l’eco storica e la tradizione hanno fatto giungere fino a noi questo “errore” astronomico.

Ma perchè questa allora questa contraddizione, di solito i proverbi e la saggezza popolare non sbagliano mai, e infatti era così, anche in questo caso, ma solo fino al 1582.

Esaminiamo la storia del calendario civile denominato “Giuliano”, perché formulato da Giulio Cesare nel 45 a.C., era un calendario con un anno di 365 giorni e 6 ore, in cui l’anno, dovendo essere composto di un numero intero di giorni, aveva ogni 4 anni un giorno in più (anno bisestile).

Questo sistema però perdeva circa 11 minuti ogni anno di modo che la data vera degli equinozi e dei solstizi tendeva a spostarsi all’indietro in ragione di un giorno ogni 128 anni, perdendo man mano il sincronismo con le stagioni, e avrebbe portato la Pasqua a essere celebrata sempre piu’ verso l’estate. 

Per riportare l’equinozio di primavera al 21 marzo, papa Gregorio XIII, il 24 febbraio 1582, dopo aver consultato i migliori astronomi dell’epoca, stabilì che venissero soppressi 10 giorni del calendario giuliano e che il giorno successivo al giovedì 4 ottobre non fosse il 5 ma, diventasse venerdì 15 ottobre, quindi furono eliminati questi 10 giorni e quell’anno fu più corto di sempre.

Da questa grande riforma entrò in vigore il calendario “Gregoriano” dal nome del pontefice Gregorio XIII che ha corretto lo sfasamento, per tamponare gli errori del calendario giuliano, eliminando i giorni e spostando e riportando il solstizio al 21 dicembre. 

Ecco spiegato il motivo, prima del 1582 era tutto giusto e il solstizio d’inverno cadeva proprio il 13 dicembre, in corrispondenza di Santa Lucia, ora invece cade una decina di giorni prima. 

In questo caso la saggezza popolare si è dovuta piegare di fronte alla storia e alla scienza, e il giorno più corto dell’anno resta il solstizio d’inverno che cade tra il 21 e il 22 dicembre.

In questo giorno il Sole tocca il punto più meridionale del suo giro annuo intorno alla Terra, sorgendo tardi e tramontando presto, risultando molto basso a mezzogiorno. Inevitabilmente tutto questo fa sì che inequivocabilmente sia proprio questo il giorno più corto dell’anno. 

Esiste però un fenomeno di riduzione “apparente”: vicino al 13 dicembre si ha effettivamente una delle giornate più corte perché il Sole tramonta 3 minuti prima che nel solstizio, il tramonto più precoce dell’anno, ma è l’alba che ritarda il suo arrivo. 

Pertanto anche se in sole tramonta più tardi, esso resta sopra l’orizzonte circa 3 minuti in meno rispetto al giorno 13. 

In definitiva anche se il giorno più corto è il solstizio, intorno a Santa Lucia il Sole tramonta prima rispetto al solstizio il cosiddetto fenomeno del “tramonto anticipato”, perché l’orbita terrestre non è perfettamente circolare e la velocità cambia, influenzando l’ora esatta del tramonto. 

Infatti a osservare bene le ore di luce nel pomeriggio hanno già iniziato ad aumentare, ma l’orario dell’alba continua a spostarsi in avanti.

Il giorno più corto dell’anno 2025 sarà il 21 dicembre 2025, giorno in cui le ore di luce raggiungeranno il minimo in tutto l’anno,

data del solstizio d’inverno nell’emisfero boreale, quando il Sole raggiungerà il suo punto più basso e inizieranno ad allungarsi le giornate. 

Anche nei giorni a seguire la durata delle ore di luce sarà minima, poi a gennaio le giornate inizieranno ad allungarsi nuovamente e definitivamente. 

Il momento esatto del solstizio, in ora italiana, è previsto intorno alle 16:03 (o 15:03 GMT). 

In questa data che comincerà l’inverno astronomico nell’emisfero boreale (e l’estate in quello australe). 

In definitiva il detto è legato a una realtà astronomica di un tempo, ma oggi rimane solo un’espressione popolare che celebra la luce in un periodo di massima oscurità, segnato dal tramonto più anticipato prima del ritorno graduale della luce.

Lucia il cui nome significa luce, dal latino lux.

Secondo la tradizione, Lucia, è nata a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C., da una ricca e nobile famiglia, rimasta presto orfana di padre.

Fu promessa in sposa a un patrizio quando era ancora molto giovane, mentre lei si era consacrata a Dio senza che la famiglia lo sapesse. 

Lucia e la madre Eutichia, malata apparentemente incurabile, si recarono al sepolcro di Sant’Agata, per chiedere aiuto contro la malattia.

Durante questo questo pellegrinaggio, Lucia sulla tomba, entrò in trance, in estasi ed ebbe una visione: la Santa le prometteva l’esaudirsi della sua richiesta, rivelando che avrebbe potuto salvare lei stessa la madre con il suo futuro martirio e preannunciandole che un giorno sarebbe diventata Patrona della città di Siracusa.

Quando Eutichia fu effettivamente guarita, Lucia scelse di dedicare la propria vita alla fede, spogliandosi delle ricchezze e distribuendole alle persone in difficoltà.

Prese anche la decisione di annullare le nozze, per amore di Dio, scatenando l’ira del promesso sposo. 

Questi, un pagano, per vendetta la denunciò al prefetto, come cristiana (era in corso la persecuzione di Diocleziano), le autorità la fecero catturare e processare.

La giovane non rinnegò mai il suo credo e, per questo motivo, fu sottoposta a torture di ogni tipo, rimanendo però indenne, riuscendo a sopravvivere anche alle fiamme, si racconta anche che minacciata di chiuderla in un bordello, il suo corpo divenne così pesante, che nessun soldato riuscì a spostarla.

Cosi venne condannata a morte.

Anche se non si conosce con sicurezza se fu decapitata o pugnalata alla gola, si conosce il giorno in cui avvenne: il 13 dicembre 304 d.C., sotto l’imperatore Diocleziano. 

Santa Lucia è anche considerata la protettrice della vista, dei ciechi e degli oculisti. 

L’origine della credenza si può rintracciare, oltre che nel nome, anche in una differente versione della storia, secondo cui Lucia, per dimostrare al suo persecutore la propria fede indistruttibile, si strappò gli occhi o forse le furono strappati e, per miracolo, recuperò immediatamente la vista. L’iconografia vede, infatti, la Santa spesso rappresentata con in mano un piatto su cui sono posati i suoi stessi occhi.

Il corpo di Santa Lucia quindi in origine era a Siracusa, ma quando gli arabi e bizantini invasero la Sicilia, nel 1039, le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli.

Il doge Enrico Dandolo, al ritorno dalla Quarta Crociata, 1204 trafugò le reliquie da Costantinopoli e le portò a Venezia, dove furono inizialmente ospitate a San Giorgio Maggiore. 

Dopo un incidente che causò la morte di pellegrini nel 1279, le spoglie furono spostate nella Chiesa di Santa Lucia a Cannaregio. 

Nel 1863, la chiesa dedicata a Santa Lucia a Venezia, venne abbattuta per far posto alla ferrovia F.S. (ecco perché la stazione si chiama Venezia S. Lucia), e il corpo della Santa fu portato nella vicina chiesa di San Geremia, dove ancora oggi si trova.

Il luogo di culto principale però resta la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa, in Sicilia.

Altro che Halloween, Babbo Natale, macché Befana, per molti bambini c’è una storia che parte da molto più lontano: la storia di Santa Lucia.

Per i bambini di alcune zone d’Italia è una festa legata ai doni e dolci, la sera del 12 dicembre si mette qualcosa da mangiare per lei ed il suo asinello dentro il camino, da cui sarebbe scesa. 

Poi a letto a occhi ben chiusi, c’era il rischio di rimanere ciechi, se per caso la si vedeva.

Ma anche in molte zone del nord per la festa si organizzano fiere con luci e dolci in piazza.

Venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è invocata come protettrice della vista, per l’origine latina del suo nome. 

Per questo, la celebrazione della sua figura si è fusa negli anni con quella della festa della “luce”, durante la quale si attende l’arrivo della primavera successiva.

Per questo tema della luce la sua storia si diffuse soprattutto nei paesi del nord Europa come Russia, Polonia, Finlandia e Danimarca. 

In Svezia, ad esempio, è una delle feste più sentite, dove è festeggiata come portatrice di luce, in grado di mettere fine al lungo buio di quelle latitudini.

La tradizione vuole che per portare luce nel buio una ragazza venga fatta vestire di bianco, con in testa una corona di candele accese, e portata in processione con altre ragazze vestite di bianco e uomini vestiti da elfi, donando dolci ai passanti. 

Buona riflessione e festa della luce. 

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