Da sempre la brace è sinonimo di carne, ma con la crescita della cultura vegetariana si registra, soprattutto a Napoli, qualche significativa inversione di tendenza.
“L’elemento vegetale – racconta Francesco Agnese, chef e patron de La Brasa a Chiaia – fa parte della nostra cucina.
Abbiamo una varietà di prodotti, oltre la carne, che spaziano dagli antipasti con verdure ai primi, come la cacio e pepe alla brace, dove comunque il ‘core’, la brace, resta un punto centrale di tutti i nostri piatti.
Chiaramente anche la pasticceria ha i suoi punti forti, come il tiramisù che ormai spopola da anni e il nuovo dolce Merry White che da quest’anno è entrato a far parte del menù per le feste natalizie”.
Tra i piatti che “evitano” la carne ci sono anche lo spiedino vegan con barbabietola, funghi e zucca, grigliato e glassato con salsa allo zenzero, il Bun e soffritto dell’orto con soia e caffè. C’è una miscellanea di culture nella proposta di Francesco Agnese con i necessari riferimenti alla tradizione gastronomica partenopea. C’è l’oriente, così come la grande scuola francese ed internazionale.
La carne proviene da ogni angolo del mondo: Spagna Danimarca, Polonia, Germania, USA, Uruguay, Giappone e Australia. Il locale è aperto dal 2022, in sala la sommelier Flora Manzo ed il maitre Mario Torriere.
