L’800 di Napoli a San Martino, 12 sale per 200 opere

L’Ottocento fu per Napoli un secolo di straordinario fermento, capitale di un regno in trasformazione e crocevia del Grand Tour poi centro dell’attività artistica europea in costante collegamento con Parigi attirando, mentre andavano avanti gli scavi vesuviani, viaggiatori, artisti, collezionisti.

Con dodici nuove sale affacciate sull’iconico panorama, si ampliano gli spazi espositivi della Certosa di San Martino, che fa parte dei Musei Nazionali del Vomero, con una sezione permanente dedicata a quel secolo (spesso poco valorizzato dal punto di vista della narrazione artistica e museale) raccontato in duecento opere: dipinti, arti decorative, sculture, fotografie e preziosi nuclei provenienti dalle grandi raccolte storiche, alcune dai depositi e restaurate.

Ad inaugurare l’ampliamento sono stati il Direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, il Direttore ad interim dei Musei Nazionali del Vomero, Luigi Gallo, la co-curatrice Isabella Valente (Università degli Studi di Napoli Federico II) e dell’Assessora al turismo del Comune Teresa Armato.

La nuova sezione museale è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Pnrr (700mila euro) in particolare dedicati al miglioramento dell’efficienza energetica messi a disposizione Dg Musei.

«Allestimento strepitoso, mi sono emozionato – commenta Osanna – Frutto di un ampio e condiviso lavoro di studio e ricerca che restituisce alla fruizione opere e contesti chiave per la storia di Napoli e rafforza il ruolo pubblico del museo: un luogo che ascolta, accoglie e rinnova, giorno dopo giorno, il proprio racconto. Ancora una volta il Pnrr si conferma un’opportunità per dare nuova vita ai nostri musei, intensificarne le capacità di narrazione per tutti i pubblici e renderli sempre più accessibili alle comunità che li abitano”. Per Gallo “l’Ottocento è il secolo in cui Napoli cambia volto e immaginario. Con questo nuovo percorso vogliamo accompagnare il visitatore dentro quella stagione di grandi trasformazioni, attraverso opere che parlano di gusto, di viaggio, di collezionismo e di vita quotidiana. È un modo per restituire al pubblico la ricchezza di un patrimonio che appartiene alla città e alla sua storia».

Progettato dall’architetto Fernando Giannella l’allestimento si presenta come un percorso immersivo e articolato attraverso opere provenienti da collezioni come quelle Bonghi, Savarese, Ruffo, Ricciardi, Rotondo e Gamberini. Il racconto prende avvio dalle arti decorative: le porcellane della Real Fabbrica di Napoli, le maioliche di Castelli, la terraglia napoletana, i vetri e i coralli che ci parlano di un gusto colto e cosmopolita. La pittura di paesaggio nell’Ottocento trova a Napoli uno dei suoi centri più vitali: dai lirismi romantici di Duclère, Carelli, Smargiassi, Fergola e Vervloet alle vedute en plein air della Scuola di Posillipo fondata da Anton Sminck van Pitloo, fino all’evoluzione realistica della Scuola di Resina Si prosegue con il realismo e il verismo della Napoli risorgimentale e opere di Filippo Palizzi, Domenico Morelli e Antonio Mancini. Per la scultura centrale è la figura di Vincenzo Gemito, artista simbolo con le sue opere in terracotta, che trasmettono vita e di verità.

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo