Penisola Sorrentina: pesca di frodo a datteri mare, 5 condanne per disastro ambientale

Disastro ambientale in Penisola Sorrentina per pescare di frodo il dattero di mare: cinque condanne, gli imputati dovranno risarcire i ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole. Si è chiuso il processo di primo grado in corso presso il tribunale di Torre Annunziata contro una organizzazione accusata di aver devastato l’habitat marino in provincia di Napoli, per mettere in commercio una specie protetta e anche vongole veraci contaminate pescate alla foce del fiume Sarno.

I reati contestati dalla Procura di Torre Annunziata erano di disastro ambientale, ricettazione, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati concernenti la pesca illegale dei datteri di mare, danneggiamento aggravato, distruzione di un habitat all’interno di un sito protetto, distruzione di bellezze naturali e commercio di sostanze alimentari nocive.

Dopo 37 udienze e quattro anni di processo, il tribunale oplontino ha condannato a 7 anni di reclusione il presunto capo dell’organizzazione, con pene comprese tra i 6 anni e 10 mesi e i 5 anni e 8 mesi per gli altri quattro imputati. Tutti dovranno risarcire i danni in favore del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’associazione Marevivo, che si erano costituiti parti civili nel processo. Secondo la ricostruzione operata nel corso delle indagini dalla capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, il gruppo operava anche in aree protette tra Vico Equense, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense “in maniera professionale e sistematica, con ripartizione di compiti e di ruoli e predisposizione di mezzi e di persone, alla raccolta e alla messa in commercio illegali sia dei datteri di mare (lithophaga – lithophaga)” specie protetta dal 1998, che delle vongole veraci di Rovigliano (venerupis decussata), contaminate batteriologicamente e chimicamente e quindi pericolose per la salute dei consumatori, in quanto raccolte in uno specchio di mare prospiciente la foce del fiume Sarno, catalogato come Zona Proibita a causa della presenza di sostanze altamente inquinanti tra cui idrocarburi e metalli pesanti, nella quale è vietata la raccolta e l’allevamento dei molluschi bivalvi. Nel corso delle indagini sono state sequestrate 2 tonnellate di datteri di mare e 6 quintali di vongole.

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