Faremo i monumenti a chi viola la legge?

 Secondo l’attuale normativa per essere assunto un lavoratore deve sottoporsi ad una visita medica che attesti la sua idoneità al lavoro. Anche i lavori più semplici non si possono svolgere pena una pesante ammenda senza il via libera del medico del lavoro. Ma senza questo documento si può validamente assumere una persona? Si, ma avrai una multa. Può mai una visita medica attestare che non avrai un infarto mentre lavori e perché lavori? Se lo hai quell’infarto paga il medico del lavoro? C’è qualcosa di perverso in questa normativa. Domanda: una persona che non dovesse risultare idonea perfino per lavori semplici (spazzare le scale o raccogliere le olive) come sbarca il lunario? Va considerata inabile al lavoro e quindi invalida e ha automaticamente diritto ad una pensione? Cioè se, ex lege, una persona viene espulsa e non accettata nel mondo del lavoro in che mondo la mettiamo? Solo il mondo della malavita è libero? E se non ti accetta neanche la malavita puoi solo andare a vivere sotto i ponti? O nei boschi? è questa l’unica cosa libera per il nostro stato? Il punto è proprio questo a nostra avviso: il motto fascistissimo “nulla contro lo stato, niente fuori dallo stato, tutto nello stato” (che sembra essere lo stesso che ha ispirato chi ha scritto la attuale normativa lavoristica) non prevede la libertà di lavorare!!! prevede che devi essere regolamentato dalla legge in ogni dettaglio della tua vita, annulla la libertà di lavorare subordinandola da un atto burocratico! per chi non passa una visita medica anche per lavori semplici e non gravosi, non si prevede qualcosa da fare “fuori dallo stato” cioè liberamente, fuori dalla normativa!!! e quindi l’articolo uno della Costituzione è abolito e l’Italia non è una nazione libera ma sottoposta a quel motto fascistissimo che è la vera Costituzione Italiana!?!? Scriviamo questo perché alcuni giorni fa a Bari in via Quintino Sella angolo Crisanzio un extracomunitario giaceva per terra evidentemente denutrito e privo di dimora probabilmente da settimane. Forse ha diritto ad assistenza per la legge italiana ma non lo sa. Cioè è fuori dallo stato; quanti sono così per necessità o per incapacità o per scelta? Chi mai lo assumerà o gli darà un tetto? Qualora ottimisticamente fosse aiutato da qualcuno e portato in un posto riscaldato e nutrito alla men peggio, che fa? Non lavora? Quanti stanno così? Una società che distrugge la famiglia, regolamenta in modo maniacale l’impresa anche individuale, induce moltitudini la più varie a espatriare da ogni dove per andare in ogni dove, a cercare fortuna ma non garantisce le libertà economiche fondamentali -come il lavoro e l’intrapresa- si può dire “civile”? è civile considerare il lavoro una specie di reato da punire con una multa o peggio? Lavorare non è un diritto incomprimibile e incondizionabile come quello di respirare? O più semplicemente siamo in mano non a dei malvagi ma a degli imbecilli? Un mio amico agricoltore un giorno mentre era in campagna viene avvicinato da un signore (che era in compagnia del figlio minore) che gli ha chiesto di lavorare avendo perso il suo lavoro. Non sapeva fare niente perché non aveva mai lavorato in agricoltura. Il mio amico, vero imprenditore, gli ha assegnato un compito semplice e quel disoccupato ha lavorato irregolarmente per alcune settimane venendo pagato…ovviamente tutto fuori da ogni normativa scritta; cioè liberamente, secondo la regola non scritta della solidarietà. Poi quel signore ha trovato un lavoro e ricorderà per sempre quell’imprenditore che ha rischiato una multa per averlo aiutato. Faremo un giorno i monumenti a chi viola la legge, moderni eroi liberali e cristiani? CANIO TRIONE

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo