È trascorsa, a mio parere per fortuna, anche la festa dell’Epifania che, come afferma il proverbio “tutte le feste si porta via”.
Riflettevo controcorrente, come mi capita spesso, ho visto sbucare sui social soprattutto facebook, Instagram, WhatsApp: post, battute, meme, foto … di ogni tipo e forma: il tema unico, quello solito ormai logoro, stereotipato: Auguri alle Befane (donne)!
Non sto parlando di quelli fatti con i bambini o anche tra donne amiche, o forse meno … per ripicca o per invidia, ma comunque roba tra femmine, parlo di quelli individui “creatori digitali” registrati come “maschio” al municipio del loro comune di residenza.E mi chiedevo, confermandomi su questi individui che in modo generico, non facendo nessun riferimento specifico, ad esempio, alle loro madri, sorelle, mogli, compagne, figlie, quelle no mai sia, hanno fatto gli auguri genericamente a tutte le DONNE come Befane.Emblematico anche, che questi post comici o piuttosto gretti e patetici, si intercalavano con altri sui festeggiamenti di questo periodo, quando non soprattutto ad altri super impegnati e incazzati per la situazione in Ucraina, o in Palestina e da qualche giorno in Venezuela, scagliandosi contro la politica in generale o il singolo politico di turno non nella loro ottica di pensiero.
E mi chiedevo ma, perché?Che logica?Che coerenza?Forse, ho pensato, ce l’avranno con le donne o con qualcheduna in particolare?Forse non gli piacciono le donne in generale?Forse gli avranno fatto qualcosa?Boh?Non ci è dato sapere.
Chiaro mi si dirà ma, è per scherzo, per ironia mah, io vedo che accade, sempre più spesso, che si possa scherzare solo su determinati argomenti e persone o che possano scherzare solo determinate persone.
Il tema, nel caso specifico, non è sicuramente originale, per cui ritengo che questi novelli e brillanti cabarettisti maschi, come dichiarati all’anagrafe, forse è questo il loro massimo che possono raggiungere e non parlo, solo nella comicità, il diventare “uomo” io penso sia tutta un altra cosa, e di strada ne corre.
Il discorso si può anche ampliare ad entrambi i generi, anch’io penso che esistono “donne e donne”, come esistono “uomini e uomini” e su questo concordo però comunque: perché ricadere nello squallido, scialbo trito e ritrito, come i peggio guitti dell’avanspettacolo e poi nel caso fingere di fare gli “impegnati” sui temi importanti e scottanti?
Vabbè… Il mondo in questo periodo sembra che vada così ma, volevo ricordare a tutti che la Befana è la festa dei bambini e non dovremmo appropriarcene, è anche la festa della manifestazione agli uomini di Gesù o ancora prima, per i non credenti, è la festa legata alle delle divinità che vegliavano sulla natura e sui raccolti.
In ogni caso non è la festa delle donne belle o brutte, buone o cattive che siano.
E visto che si parla tanto di educazione sentimentale, di rispetto, ecc… ritengo che si possa e si debba, partire anche da queste, che possono sembrare piccole cose.Cambiare direzione insomma, cercare di elevarci, anche negli scherzi e nell’ironia, visto che poi siamo così attenti al genere, al gender, al woke, al linguaggio politicamente corretto soprattutto quando si parla di minoranze.Allora e a maggior ragione, dobbiamo esserlo anche in questo caso, visto che le Donne sono sicuramente una “maggioranza”.
Allora alle donne che meritano, oggi da parte mia, niente auguri per la befana ma, una poesia, a loro dedicata, di Antonia Storace dal libro “Donne al quadrato“.
“Le donne”
Ci sono donne…E poi ci sono le Donne Donne…E quelle non devi provare a capirle,perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.Le devi prendere e basta.Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo di pensare.Devi spazzare via con un abbraccioche toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo averle raccontate si tormentano – in una agonia lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte.Amale indifese e senza trucco, perchè non sai quanto gli occhi di una donna possono trovare scudo dietro un velo di mascara.Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.
E questo è tutto, buona ripresa e buona riflessione.
Roberto Kudlicka
