Al Cardarelli il nuovo ingresso, con un desk infopoint per l’accoglienza

“In questi anni abbiamo avuto la fortuna di poter acquisire tecnologia attraverso il Pnrr, ma domani che il Pnrr non ci sarà più la tecnologia non si ferma e certamente gli ospedali non possono fermarsi o rispondere alle cure in maniera obsoleta”.

Lo ha detto Antonio D’Amore, direttore generale dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, che oggi ha accolto per la prima volta il nuovo presidente della Campania Roberto Fico, titolare della delega alla sanità.
“Abbiamo aperto – ha ricordato D’Amore – nuovi percorsi assistenziali che, visti i blocchi in finanziaria, non hanno avuto personale nuovo. Io ringrazio quindi ancora di più il personale attuale, perché fa grandi sacrifici. Ci auguriamo che vengano rimossi i blocchi a livello nazionale per poter assumere sempre di più; se non arrivano i finanziamenti non possono arrivare le assunzioni”.
    Il direttore ha accolto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per l’inaugurazione del restyling dell’edificio monumentale di accesso al Cardarelli: un investimento di 2,8 milioni di euro per interventi nel palazzo storico, concordati con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Tra le opere realizzate un recupero conservativo, il restauro dei mosaici nella pavimentazione dell’atrio, l’installazione di una vetrata alta 11 metri a protezione degli spazi dedicati all’accoglienza e un nuovo desk info point per accoglienza, orientamento e presa in carico del pubblico.
    Lavori anche nel salone “Salvatore Moriello” al secondo piano con manutenzione e recupero conservativo dei mosaici nella pavimentazione corridoi, degli infissi, dei lampadari originari e una realizzazione di controsoffittatura nel salone. “Dopo 92 anni – ha spiegato D’Amore – abbiamo ristrutturato il padiglione monumentale recuperando peraltro un fondo del 2006, con un grande lavoro di competenza e anche collaborazione con la Sovrintendenza e con la Regione Campania. Il Cardarelli oggi si presenta in un’altra maniera, con un’accoglienza davvero da fare invidia a tanti ospedali italiani. Nel ricordo dei grandi maestri del Cardarelli che hanno segnato la strada della cura, dell’attenzione, della presa in carico totale del paziente e dei suoi familiari”.

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