SI o NO? questo è il problema!

 Ogni tanto siamo chiamati con i referendum a sciogliere dilemmi atroci. L’ultima questione referendaria è: dividere o no le carriere dei giudici? A occhio e croce sembra ovvio il “si ” né si capisce come mai non si sia fatto prima. Anche il sorteggio nel CSM non si capisce perché non si sia fatto prima visto che i giudici sono per definizione tutti con uguale identità e dignità! Forse anche sorteggiare i futuri deputati e senatori potrebbe essere meglio che favorire questo o quello degli amici dei potenti… spesso scelti ed indicati proprio perché portatori di incredibile cialtronaggine. E poi certuni hanno o no asserito che “uno vale uno”?
 Però alcuni addetti ai lavori (giudici ma non solo) dicono di no e l’elettorato viene assalito da dubbi: come mai persone che riteniamo competenti dicono una cosa così strana? Le certezze e ovvietà si tingono di dubbio: perché “no”? se non abbiamo capito male sembra che costoro dicano che serve che devono essere i giudici che, con un dibattito tra correnti differenti, decidano queste cose. Cioè vogliamo che tra i giudici si formino dei partiti dopo aver visto che deriva ideologica minaccia parte della magistratura ormai da molto tempo? E questo deve essere deciso da un elettorato spesso totalmente digiuno di queste nozioni? E che dire della competenza del singolo giudice? Competenza che, una volta accertata ai suoi vent’anni, non viene più verificata per i quaranta anni successivi?
 Stiamo assistendo per questa tornata referendaria alla formazione di due partiti, uno chiamato SI e l’altro chiamato NO che dividono la magistratura e l’Italia su un tema specifico e tecnico importantissimo che per sua natura deve essere sottratto al giudizio del magistrato. La legge specie in questo caso deve essere calata dall’alto della sovranità popolare e non certo influenzata da chi deve solo applicarla. L’idea oggettivamente strana che chi la deve applicare possa, anche solo in parte, partecipare alla sua stesura o influenzare l’orientamento della gente è una specie di tracimazione nel campo legislativo -non dico un colpo di stato – che proprio loro -i giudici- dovrebbero sventare. Cioè per non essere influenzati dalla politica (Governo e Parlamento) vogliono essere loro ad influenzare Governo e Parlamento?
 Più probabilmente siamo noi a non aver ben compreso ruoli e idee e con noi milioni di cittadini non hanno ben capito.
 Ma se siamo a questa assurdità vuole dire che la cultura diffusa è stata profondamente offesa da decenni di scuola e formazione anche audiovisiva così distorte ed influenzate dalle più disparate ideologie da essere tutti ormai in un mondo in cui può sembrare vero e possibile tutto e il suo contrario, adesso e qui!
 Quindi se proprio si vuole ascoltare l’elettorato l’esecutivo e le Università dovrebbero illustrare il quesito in maniera neutra o trovare un’altra maniera per sostenere l’elettorato in questa scelta… e va aperta una riflessione sui referendum costituzionali che sono quanto mai opportuni ma vanno perfezionati.
 CANIO TRIONE

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