Imperversano sulla stampa USA gli Epstein files, con un ristretto gruppo di senatori che ha potuto vedere i documenti integrali (non oscurati) e ora minaccia di rendere pubblici i nomi che vi sono contenuti, se non lo farà il governo.
E Trump cosa fa? Invece di ordinare una volta per tutte la desecretazione totale dei documenti, e di mettersi definitivamente alle spalle la questione Epstein, cerca nuovamente di spostare l’attenzione altrove. Lo specchietto per le allodole di oggi è nuovamente il Canada.
Ora Trump ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre.
Il post che ha pubblicato è a metà fra il mafioso e il metafisico:

“Come tutti sanno – scrive Trump – il Paese del Canada ha trattato gli Stati Uniti in modo molto ingiusto per decenni.”
“Come tutti sanno” è la classica premessa fallata che Trump usa spesso per tenere in piedi i suoi ragionamenti (es: “come tutti sanno, il Venezuela riempie di droga gli Stati Uniti… quindi possiamo attaccarli e rimuovere il suo presidente”).
“Il Canada sta costruendo un ponte massiccio tra l’Ontario e il Michigan. – continua Trump – Possiedono sia il lato canadese che quello statunitense [falso, n.d.r.] e, naturalmente, lo hanno costruito con praticamente nessun materiale statunitense. Ora il Governo canadese si aspetta che io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, PERMETTA loro di approfittarsi semplicemente dell’America! Cosa ci guadagnano gli Stati Uniti d’America — ASSOLUTAMENTE NIENTE! Non permetterò che questo ponte venga aperto finché gli Stati Uniti non saranno pienamente ricompensati per tutto ciò che abbiamo dato loro, e anche, cosa importante, il Canada tratti gli Stati Uniti con l’Equità e il Rispetto che meritiamo”.
Praticamente, nel 2012 Ontario e Michigan hanno firmato un accordo per costruire il ponte (pagato, ripeto, dai canadesi), ma Trump (che è già stato presidente dal 2016 al 2020) se ne accorge soltanto adesso, e ricatta i canadesi con pretese indefinite, minacciando di vietarne l’apertura (“Inizieremo i negoziati, IMMEDIATAMENTE. Con tutto quello che abbiamo dato al Canada, dovremmo possederne almeno la metà”).
Fin qui la parte mafiosa del messaggio. Ora inizia quella metafisica:
“Il primo ministro Carney vuole fare un accordo con la Cina, la quale si mangerà vivo il Canada. A noi resteranno soltanto gli avanzi. La prima cosa che farà la Cina è di mettere fine a tutto l’hockey su ghiaccio che viene giocato in Canada, ed eliminerà permanentemente la Stanley Cup [il titolo di campione canadese di hockey, n.d.r.]”
Sul significato di questa frase, e su quali possano essere i collegamenti fra la Cina e l’hockey canadese, si stanno spremendo i migliori cervelli d’America. Finora nessuno è riuscito a capirla.
La cosa sarebbe comica, non fosse per il fatto che la stessa persona che ha pubblicato questo post sta decidendo, proprio in queste ore, se bombardare o meno l’Iran.
Massimo Mazzucco
