Ciò che differenzia queste persone non è “solo” talento e capacità innati, né tanto meno “solo” una serie di fortunate circostanze esterne: a distinguerle c’è “anche” una questione di mindset, di mentalità.
Quello che siamo e i risultati che otteniamo dipendono anche dal modo, dall’atteggiamento con cui affrontano mentalmente i nostri obiettivi e le diverse situazioni della vita che ci capitano tutti i giorni.
Il “mindset” è la “forma mentis”, la “mentalità”, è l’approccio mentale con cui si affrontano situazioni, sfide e opportunità; è in qualche modo, la nostra modalità di approcciarsi alla vita.
Il mindset è un elemento che influenza in modo profondo il nostro atteggiamento, il nostro comportamento e la nostra capacità di adattamento all’ambiente, alle sfide, alla crescita e al cambiamento, perché è il modo di osservare le circostanze, e viverle in modo più o meno vantaggioso per noi.
Il mindset è l’insieme di convinzioni, valori e atteggiamenti mentali che definiscono il modo in cui un individuo legge e interpreta se stesso, le proprie capacità e la realtà circostante.
Il mindset è una disposizione mentale, un atteggiamento di un individuo nei confronti della vita, della realtà, delle opportunità, il modo in cui affronta le situazioni, le circostanze e quello che accade, finanche le sue sensazioni e i suoi vissuti, in funzione, ovviamente, delle proprie possibilità e competenze.
Risulta quindi, evidente, che il mindset può influenzare e talvolta determinare la prospettiva di una persona, le sue risposte ed emozioni alle difficoltà, e il modo in cui percepisce e gestisce il cambiamento.
La mentalità, la nostra forma mentis, la modalità di atteggiamento mentale e di comportamento è sicuramente influenzata dall’apprendimento avvenuto nel tempo, dalla cultura, dalle esperienze e dai loro esiti, oltre che dalla propria autostima e considerazione di sé.
Tutti noi possediamo un mindset ereditato, formatosi e consolidatosi nel tempo ed è quell’elemento che determina il nostro agire verso una direzione di staticità, oppure di cambiamento.
Dobbiamo essere consapevoli che l’intelligenza, le nostre attitudini, i punti di forza e di debolezza, gli interessi e persino il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo intorno a noi, non sono caratteristiche fisse e immutabili, ma possono evolversi con l’impegno e il tempo.
Riguardo il concetto di mindset una delle più grandi studiose è la psicologa Carol Dweck, docente e ricercatrice presso l’università di Stanford, che ha dedicato molti studi e ricerche alla definizione della caratteristiche della forma mentis e delle sue conseguenze su successo o fallimento, coinvolgendo in questi lavori anche i più piccoli.
La docente di psicologia, ha studiato, approfondito e classificato gli approcci fondamentali che le persone adottano nella loro percezione di sé stessi e del loro potenziale, e queste ricerche hanno portato all’identificazione, a livello generale, di due tipologie di mindset fondamentali: – il “fixed mindset” o mentalità fissa, – il “growth mindset” o mentalità di crescita. I suoi studi sono raccolti nel libro dal titolo: “Mindset – Cambiare forma mentis per arrivare al successo”.
Esaminiamo qualche caratteristica fondamentale delle due tipologie.
FIXED MINDSET o mentalità fissa
Le persone con una mentalità fissa tendono a credere che le loro capacità, l’intelligenza e le abilità siano innate e immutabili nel tempo.
Il fixed-mindset, o mentalità fissa, fa riferimento a quell’atteggiamento mentale statico in cui le persone considerano la propria intelligenza, le abilità, le conoscenze e le capacità come qualcosa di scarsamente, se non per nulla, modificabile.
Quando una persona vede le sue qualità e la sua situazione come “fisse” (o statiche) è bloccata, è ferma, “crede” di non essere in grado di cambiare, e quindi di migliorare, e questo comporta anche lo scarso o nullo impegno nel cambiamento, e scelga di lasciare le cose come stanno.
Di fronte alle sfide, chi ha un fixed mindset tende a evitarle per paura del fallimento e del conseguente giudizio, arrivando a sentirsi minacciato dalla messa in discussione delle proprie competenze.
Questo tipo di atteggiamento conduce a rigidità mentale e difficoltà estrema di fronte al cambiamento o all’imprevisto, faticando nell’individuare una soluzione, e vivendo le eventuali cadute ed errori come un fallimento irreparabile. Il fallimento è spesso interpretato come un segno di incapacità intrinseca, portando a sensazioni di vergogna e ridotta fiducia in sé stessi.
Questa mentalità è tipica degli individui che, di fronte alla novità, assumono un comportamento schivo e chiuso, cercano di non approcciarsi ad essa e, se costretti, lo fanno con estrema paura, timore e difficoltà, perché non riescono a vedere in questa un’opportunità di crescita e miglioramento.
Tutto questo non significa che sono persone incapaci o prive di successo, poiché spesso nel loro campo di azione eccellono e possono avere anche ottime abilità e capacità, tuttavia la fatica all’adattamento, a cambiare prospettiva e modo di agire, possono creare problemi nel lungo periodo o far perdere e rinunciare a occasioni importanti.
GROWTH MINDSET o mentalità di crescita.
Le persone con una mentalità di crescita credono che le proprie capacità possano essere sviluppate e migliorate attraverso l’impegno, lo sforzo, la dedizione e l’apprendimento continuo e la resilienza.
Il growth-mindset, o mentalità di crescita, è caratterizzata da dinamicità, apertura, flessibilità e desiderio di crescere, sviluppare e sperimentare, in cui attivare tutte le risorse possibili e disponibili, e contemporaneamente acquisirne delle nuove. Vedono il cambiamento e il progresso come motivo di miglioramento, come parte integrante del percorso di vita.
Chi ha una mentalità di crescita affronta le sfide con un’attitudine aperta e vede l’opportunità di imparare e crescere, anche attraverso i momenti difficili.
Il fallimento è contemplato nel processo di cambiamento, ed è visto anch’esso come un’opportunità di apprendimento e miglioramento e considerato come stimolo ulteriore ad andare avanti,
Prendono gli errori eventuali, anche se spesso inevitabili, come incidenti di percorso e non come la fine di qualsiasi possibilità, comprendendo cosa è accaduto, cercare nuove strategie e quindi, anche gli insuccessi, saranno sempre opportunità di apprendimento e miglioramento, da cui trarre insegnamenti preziosi per il futuro.
Se una persona è in grado di vivere una situazione come un’opportunità di sviluppo, indipendentemente dai risultati che sta ottenendo nella situazione attuale, allora potrà crescere in molti ambiti diversi ed eterogenei.
È da notare che esistono due tipi di cambiamento molto diversi:- cambiamento voluto, avviene quando decidiamo consapevolmente di migliorare qualcosa nella nostra vita.- cambiamento imposto, si verifica quando le circostanze esterne ci costringono ad adattarci.
In entrambi i casi, come abbiamo visto, avere un mindset di crescita aiuta a vedere il cambiamento come un’opportunità e non come una minaccia, ed è il risultato di uno sforzo sempre “intenzionale”, cioè di una volontà personale.
Le due tipologie di mentalità influenzano profondamente il nostro approccio alla vita: mentre il mindset fisso limita la crescita personale, il mindset di crescita favorisce lo sviluppo e la resilienza e può cambiare la visione di noi stessi e il nostro futuro.
È importante notare che non si tratta , comunque, di un concetto completamente binario, e le persone possano avere sfumature di entrambi i tipi di mindset in diverse aree della loro vita.
Il primo passo è il riconoscere la propria forma mentis, la tipologia del nostro mindset!
Questo non è per nulla facile, perché per riconoscerlo, dovremmo uscire dalla nostra ottica consolidata, dalla nostra abituale prospettiva, perché le informazioni escono già filtrate dai nostri schemi di apprendimento e interpretazione, dai nostri pregiudizi e stereotipi, per cui addirittura, questa prima fase fondamentale, potrebbe essere il passo più difficile da compiere.
Spesso l’occasione per mettersi in dubbio, per capire che mentalità abbiamo, coincide con un momento di difficoltà, o con una nuova sfida che si presenta inaspettata.In casi come questi è fondamentale provare a confutare il proprio modo abituale di vedere le cose, per aprirsi a possibili alternative.E anche se ci si può sentire inadeguati, convincerci della possibilità di farcela e comunque, per apprendere e trarre esperienza, quanto più possibile, lungo il percorso.
Questo passaggio iniziale, in certi casi, può essere una vera e propria scoperta, e può comportare la reinterpretazione di molte vicende passate della nostra vita sotto una nuova luce.
Potremmo scoprire di aver rinunciato ad un posto di lavoro solo perché castrati dalla nostra mentalità e non per motivi e limiti reali esterni come competenze e capacità, oppure di aver lasciato una persona chiudendoci nelle nostre convinzioni granitiche, nei nostri pensieri, spesso persecutori, fraintendendo e senza capire le vere ragioni del suo comportamento.
Il mindset è importante perché, come abbiamo visto, influenza e può plasmare profondamente il modo in cui le persone affrontano la vita e la propria crescita personale, un atteggiamento e una mentalità che può impattare sulla stessa qualità della vita, sul successo e sul benessere fisico.
Ma, nello stesso tempo, può incidere significatamente anche sulla prospettiva psicologica, relativamente al benessere mentale, psicologico ed emotivo di un individuo, spesso portando anche ad una migliore capacità di adattamento e ad una maggiore resilienza.
Un mindset dinamico può favorire sicuramente una prospettiva più positiva, e aperta nei confronti delle sfide e dell’apprendimento, può determinare come un individuo interpreta e reagisce al successo e al fallimento, la sua tendenza a guardare le sfide con mentalità aperta e positiva, come opportunità e propensione di apprendimento continuo.
Le persone con questa mentalità tendono a riprendersi più rapidamente dalle difficoltà, poiché vedono gli ostacoli come parte del processo di crescita personale, e vedono lo sforzo e la dedizione come strumenti per sviluppare le proprie abilità, riducendo l’ansia legata alla paura del giudizio e del fallimento. Chi è provvisto di una mentalità di crescita dinamica potrebbe essere più incline a prendere decisioni basate sulla fiducia nelle proprie capacità di apprendimento e adattamento, mentre chi ne ha una mentalità fissa e poco elastica potrebbe evitare rischi per paura di compromettere la propria immagine.
Migliorare il proprio mindset, in particolare verso un approccio di crescita, richiede e sono fondamentali: consapevolezza e impegno, ovviamente pazienza, tempo e pratica costante.
Qualche suggerimento per migliorare il proprio mindset ricordando sempre che non è statico e può essere allenato:
– Osservare i propri pensieri e atteggiamenti verso le sfide, il successo e il fallimento e riconoscere le tendenze del proprio mindset, rendersi conto di come si valutano le circostanze e quindi di come si reagisce alle differenti realtà e situazioni è il primo passo per il cambiamento.
– Cambiare il proprio modo di comunicare con se stessi, il proprio dialogo interno, sostituire pensieri negativi e autolimitanti con affermazioni più positive e orientate alla crescita.
– Quando le cose non vanno come previsto, non ci si abbatte, ma si persevera, il suggerimento è quello di analizzare cosa si può trarre di buono da quella particolare situazione; accettare l’errore e trovare il modo di rialzarsi permette la costruzione di una mentalità dinamica capaci di reagire al cambiamento in modo propositivo e attivo e non facendosi sottomettere da esso.
– Porsi obiettivi che siano raggiungibili e fissare traguardi raggiungibili e realistici aiuta a mantenere alta la motivazione, definire step by step cosa fare, è utile per non perdere di vista la meta; avendo sempre presente che la flessibilità e la possibilità di cambiare strada, spesso possono portare a grandi cose.
– Visualizzare la vita come un percorso di apprendimento continuo è una strategia vincente, sviluppare un atteggiamento curioso verso il mondo e verso se stessi, è bene imparare a mettersi in gioco di fronte alle novità, alle nuove idee, nuove esperienze, con la consapevolezza che c’è sempre modo e possibilità di apprendere e migliorare, di crescere a livello sia personale che professionale.
– Concentrarsi più sul processo di apprendimento piuttosto che solo sui risultati, cioè il risultato potrà portare ad un insuccesso ma, non esisterà fallimento nella misura in cui il mancato raggiungimento dell’obiettivo abbia comunque offerto spunti di arricchimento.
– Accettare feedback e circondarsi di persone positive sono tecniche per sviluppare un atteggiamento di crescita.
– Essere più gentili con se stessi, l’autocompassione non implica indulgenza, ma piuttosto riconoscere che nessuno è perfetto e che si può sempre imparare dai propri errori; focalizzandosi sugli aspetti positivi per coltivare ottimismo, soddisfazione e auto gratificazione.
Con la giusta mentalità sarà più probabile che i processi di apprendimento siano più proficui, che le relazioni instaurate siano migliori, anche se non è detto che tutto, per forza, poi debba filare liscio e che ci assicurerà il successo in ogni campo, ma consentirà sicuramente di esprimere a pieno il proprio potenziale.
Si può facilmente valutare che la scelta di una mentalità dinamica sia più coraggiosa, complessa e richieda un maggiore impegno, tutto ciò è legato al fatto che chi si propone di migliorare e cambiare si apre anche al dubbio, alla messa in discussione di scelte che amava chiamare consolidate ed erano invece stantie.
In altre parole, si accetta di uscire dalla propria personale “zona di comfort”, diversamente è: “come possedere e saper governare una bella barca e restare sempre in porto”.
Facciamo un po’ di dialogo interiore, poniamoci qualche domanda e vediamo quale risposta ci diamo:
“Non posso farlo””Sono fatto così”, “In questa cosa sono proprio negato”, “È inutile, non sono bravo in questo e non potrò mai migliorare”.”Se fallisco, vuol dire che non sono abbastanza capace”.”Non voglio fare errori, mi farebbero sembrare incompetente”.”È troppo difficile per me, meglio lasciar perdere”.”Non voglio chiedere aiuto, non voglio sembrare incapace”.
Oppure:
“Non posso farlo ancora, ma posso imparare.””Non sono capace ma provo e riprovo per migliorare”, “Continuo a formarmi per arricchire le mie competenze e conoscenze”…”Non sono ancora bravo in questo, ma posso migliorare con l’esercizio”.”Ogni errore è un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo”.”Il successo dipende dall’impegno e dalla costanza”.
Che tipi di pensieri, tra quelli presentati, ti trovi a fare più spesso e ti rappresentano maggiormente?
Come affermano gli studi di Carol Dweck, da piccoli i cambiamenti di mentalità sono più semplici, meno complicati e lunghi, occorre comunque credere che si può sviluppare un mindset vincente anche da adulti, quando gli anni della formazione della personalità sono ormai lontani.
L’ago della bilancia è dato dalla propria motivazione e dal proprio impegno. Il nostro cervello è dotato di plasticità che permette di modificare abilità e conoscenze ogni giorno, per tutta la vita. Buona riflessione.
Roberto Kudlicka
