Crollo galleria Umberto a Napoli, difesa Notarbartolo valuta ricorso alla Cedu

“Il collegio difensivo, pur dovendo rispettare la decisione della Suprema Corte che ha confermato la condanna del proprio assistito, resta in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza.

Tuttavia, alla luce del ruolo penalmente rilevante riconosciuto dalla Corte d’Appello al dirigente del Comune nell’accadimento del crollo — posizione ora cristallizzata dalla dichiarazione di inammissibilità del ricorso pronunciata per tale imputato dalla Cassazione — la difesa, pertanto, non ritiene affatto esaurito l’iter di accertamento della responsabilità” e “si riserva, comunque, di adire la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) nell’interesse del proprio assistito”.
Così l’avvocato Carlo Spina, difensore di Elio Notarbartolo, uno dei due imputati per i quali la Cassazione ha disposto il passaggio in giudicato della sentenza della Corte d’Appello con una condanna a due anni di reclusione per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose.
    Notarbartolo era il tecnico nominato dal condominio dal quale si staccò il pesante pezzo di stucco che nel 2014 ferì a morte lo studente 14enne di Marano di Napoli Salvatore Giordano.
    “L’obiettivo è far emergere, ai fini del giudizio sulla responsabilità del proprio assistito, la rilevanza dei principi di cui agli artt. 9 e 117 comma 2 lett. S della Costituzione e dell’art. 1 del D.Lgs 42/2004, norme che regolano rigorosamente la gestione e la tutela di un bene monumentale sottoposto a tutela vincolistica, qual è la Galleria Umberto I di Napoli, ai sensi della legge 1089/1939”, conclude la difesa.

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