Roccaraso, protagonista della neve 2026 nel Sud Italia: l’intervista

ROCCARASO – Nel 2026 la vacanza sulla neve è tornata a essere un rito per migliaia di famiglie italiane.

Dopo un 2025 segnato da dinamiche mediatiche che avevano temporaneamente alterato gli equilibri della località – con picchi disordinati di presenze e un successivo contraccolpo – Roccaraso ha scelto di reagire puntando su qualità, organizzazione e visione.

Oggi la parola chiave è equilibrio: numeri sostenibili, servizi strutturati, operatori compatti. L’Alto Sangro si conferma uno dei cuori bianchi dell’Appennino e simbolo di un Abruzzo che investe nel turismo con responsabilità.

Per raccontare questa fase di rilancio abbiamo intervistato Andrea Barulli, direttore della Scuola Italiana Sci Azzurra di Roccaraso, punto di riferimento nel panorama sciistico del Centro-Sud e osservatore privilegiato dell’ultimo anno.

«Dirigo la Scuola Italiana Sci Azzurra di Roccaraso, una delle realtà più grandi del Centro-Sud. Operiamo in Abruzzo e abbiamo anche una sede in Trentino, a Pozza di Fassa, nel cuore della Val di Fassa, dove seguiamo atleti impegnati in competizioni internazionali».

Un doppio presidio che racconta bene l’identità della scuola, radicata sul territorio ma con uno sguardo tecnico che guarda alle grandi tradizioni alpine. Non solo corsi per principianti, ma formazione avanzata, avviamento agonistico e aggiornamento continuo dei maestri. Un’eccellenza che contribuisce ad alzare l’asticella dell’intero comparto appenninico.

Il comprensorio di Roccaraso è tra i più estesi del Centro-Sud, con oltre 100 chilometri di piste collegate tra Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Castel di Sangro.

«Gli impianti sono all’avanguardia e ogni anno vengono fatti investimenti importanti per migliorare l’offerta. Determinante è il sistema di innevamento programmato: anche con stagioni meno prevedibili riusciamo a garantire un manto nevoso affidabile, elemento fondamentale per famiglie e operatori».

Parallelamente è cresciuta l’attenzione alla sicurezza, in linea con normative nazionali e standard internazionali. «È un tema centrale per tutti noi. Lavorando anche all’estero posso dire che in Italia la sensibilità è altissima: piste controllate, personale formato e prevenzione sono ormai parte integrante dell’esperienza».

Il 2025 aveva rappresentato una parentesi complessa. «Nel mese di marzo abbiamo registrato un calo significativo, anche del 60% del fatturato. Non abbiamo reagito con contrapposizioni, ma lavorando per ristabilire serenità e organizzazione. La montagna è di tutti, ma deve restare un luogo di equilibrio».

Oggi la risposta è incoraggiante. «C’è una buona affluenza e i turisti stanno premiando l’impegno degli impiantisti, dei Comuni dell’Alto Sangro e degli operatori. La montagna deve trasmettere libertà e benessere».

La strategia guarda oltre l’inverno. «Tra Roccaraso e i centri limitrofi si investe per dodici mesi l’anno». Accanto allo sci crescono le escursioni in snowcat, gli eventi internazionali legati allo snowboard, i bike park estivi, il pattinaggio e l’hockey su ghiaccio. Anche strutture ricettive e chalet hanno elevato i propri standard.

In questo contesto, la Scuola Italiana Sci Azzurra si conferma un presidio di professionalità e formazione, contribuendo in modo concreto alla reputazione del territorio.



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