Ingenuità virtù o difetto?

Riflettevo ci sono virtu che nel tempo dall’essere pregi diventano difetti, diventano pericolosi per la persona che li possiede uno di questi è senza dubbio l’ingenuità.
L’ingenuità è un concetto complesso che si colloca spesso sul confine tra una virtù e un difetto, a seconda del contesto e della maturità di chi la possiede. 
Ne parlo perché io ero uno di questi, l’ho ereditato da mio padre, lui era proprio un campione olimpico della specialità e l’ha conservata intatta fino alla fine, io molto probabilmente lo sono ancora, anche se uno strato superficiale si sta irrobustendo, a causa di tutte le batoste, di tutte le fregature, di tutti i tradimenti ricevuti, tutto e tutti gratuitamente per gentile omaggio e concessione dei dritti/e che ho incontrato sulla mia strada.
Parto come sempre dalla definizione: la persona ingenua è quella che non concepisce negli altri malizia o cattiveria e soprattutto, non la sospetta negli altri ritenendoli simili a lui e per questo si dimostra quindi, fin troppo, fiducioso, sincero,
Ingenuo descrive una persona priva di scaltrezza o esperienza, caratterizzata da candore d’animo, sincerità e una fiduciosa inesperienza, una propensione a credere sinceramente negli altri, talvolta portando alla credulità o ad una visione idealizzata del mondo, conservando l’innocenza nativa di un bambino.
L’etimologia del termine è latina ‘ingen?us’ può essere tradotto in ‘innato’, che è possibile allargare a ‘semplice’ simplex, nella antica Roma originariamente indicava soprattutto chi ‘nasceva libero’, cioè non schiavo.  Vediamo un’analisi basata sulle diverse sfaccettature dell’ingenuità, esaminiamo il lato positivo quando l’ingenuità è una VIRTÙ (Pregio): la persona ingenua è schietta, candida, detiene purezza d’animo, innocenza e sincerità.È associata alla spontaneità, priva di malizia o secondi fini e non concepisce la malizia o la cattiveria altrui.Ha fiducia nel prossimo, questo gli permette di avvicinarsi alle persone con cuore nobile, senza riserve o sospetti, favorendo relazioni autentiche.È dotata di apertura mentale, un atteggiamento di fede verso il mondo, idealizzando il bello e credendo nelle buone intenzioni.È semplice, lineare nei comportamenti e seppure spesso è usato per indicare inesperienza, la sua “Mente del principiante” è vista come una risorsa per apprendere e guardare alle cose con meraviglia e soprattutto senza pregiudizi. 
Questo il lato positivo ma, esiste il mondo esterno, per cui essere l’ingenuo dalle azioni semplici e spontanee è un DIFETTO diventa un limite, diventa una persona eccessivamente fiduciosa, un credulone, un semplicione che è facilmente ingabbiabile, raggirabile e tutti si possono approfittare di lui e subire conseguenze disastrose.L’immaturità, vulnerabilità e inesperienza possono essere viste negativamente, come dabbenaggine o imprudenza, avventatezza o sciocchezza. la mancanza di astuzia un comportamento sprovveduto.La mancanza di realismo e di esperienza del mondo, possono non mettere a fuoco la vera realtà, portando a idealizzare eccessivamente situazioni o persone.Fino ad arrivare al rischio della “Sindrome dell’ingenuo” un vizio mentale, una distorsione cognitiva, spesso legato a una fede cieca, descritta come una forma di credulità o dipendenza psicologica, in cui l’individuo tende a cercare figure guida (maestri, leader) a cui affidarsi ciecamente, prendendo per vero ogni loro insegnamento, assumendo un atteggiamento completamente passivo.
Che cos’è quindi l’ingenuità?
È credere, senza avere riserve, nella buona fede delle persone.È avere un cuore nobile e sincero che si approccia in amicizia e in amore, con parole e fatti, senza falsità e malizia. Una strana ed ingannevole virtù che non mette a fuoco da subito la vera realtà che tende ad idealizzare, salvo poi scoprire inesorabilmente con il tempo, che ci si è sbagliati completamente ritenendo che alcune persone fossero simili a noi.
La sfumatura negativa dell’ingenuo è che è privo di furbizia, di accortezza nel parlare e nell’agire, incline a lasciarsi ingannare e raggirare, anche se con questo non sempre è un semplicione, uno sciocco che chiunque può imbrogliare come vuole.
L’ingenuità può essere considerata una “strana virtù” che, se disarmata e priva di accorgimento, rischia di trasformarsi in una “stoltezza” che provoca disastri. 
È una forma di vulnerabilità che, se ben gestita, mantiene l’apertura al mondo, ma che, se eccessiva, espone a troppi rischi. Una forma “matura” di ingenuità è quella che mantiene la purezza di cuore senza perdere la capacità di valutare la realtà. 
L’ingenuità, nella psicologia classica, non è considerata un’emozione di base o primaria come la paura, gioia, rabbia, tristezza, disgusto, sorpresa che invece sono innate, biologiche, immediate e universali. 
Le emozioni primarie, quelle che proviamo fin dalla nascita, sono emozioni che appartengono al cuore e che viviamo con una componente prevalentemente emotiva. 
A differenza di quelle di base, le “emozioni secondarie” (es. colpa, vergogna) sono complesse, apprese e influenzate dalla cultura e dall’esperienza.
Le emozioni, man mano che diventiamo grandi, si arricchiscono di componenti cognitive, per cui non appartengono solo al regno del corpo e del cuore ma, anche a quello della mente. 
Se c’è una emozione che è seguita subito a ruota dalla vergogna quella è l’ingenuità, è un’emozione di confine, con molte componenti cognitive.Un’emozione bellissima e dolorosa come può essere la vergogna. 
L’ingenuità non è un’emozione di base, non ha un’espressione facciale universale codificata, non è una emozione passeggera, agisce come un filtro attraverso il quale si percepiscono le relazioni, ed è strettamente legata a stati emotivi, in particolare alla “eccessiva e generosa dose di” fiducia e, talvolta, alla vulnerabilità o alla delusione quando la realtà smentisce le aspettative.
L’ingenuità è quindi, un costrutto più complesso legato all’inesperienza come “mente del principiante”, alla fiducia eccessiva e all’innocenza, alla immaturità emotiva; è un tratto della personalità, uno stato cognitivo, una configurazione mentale o un atteggiamento relazionale, che rende vulnerabili alla manipolazione, ma che può anche essere associata a ottimismo e sincerità. 
In sintesi, l’ingenuità è una forma di naturale purezza o, a seconda del contesto, una mancanza di accortezza
Una delle espressione tipica è “ingenuo è chi si fa sorprendere ogni giorno dalla vita” anche questa può essere interpretata in due modi diametralmente opposti, a seconda del valore che si attribuisce al termine “ingenuo” e all’atto di “farsi sorprendere”.Nella accezione negativa l’ingenuità è vista come mancanza di astuzia o esperienza, di una persona che non impara dagli errori passati, che idealizza le situazioni e che, di conseguenza, subisce passivamente imprevisti e delusioni che avrebbero potuto essere evitate.Nella accezione positiva farsi sorprendere dallo stupore può significare mantenere una “mente del principiante”, uno stato di curiosità e apertura mentale che evita la routine; può essere considerata una forma di ribellione contro il cinismo, un modo per mantenere la vita degna di essere vissuta, quasi una “rivoluzione” contro la perfezione preimpostata. 
In sintesi, la frase oscilla tra il rischio di essere impreparati di fronte alle difficoltà, a causa della inconsapevolezza della situazione e di quello che sta nella mente dell’altro, o al contrario la capacità di vivere la vita con la freschezza, curiosità e la meraviglia di un bambino, non dandola mai per scontata.
Quando siamo ingenui ci scopriamo, dichiariamo le nostre intenzioni e questo ci mette in svantaggio, ci espone in quanto l’altro può organizzare le proprie scelte senza che noi lo sappiamo. 
Ma l’autenticità dell’ingenuo può di contro superare le le situazioni di stallo e non aspettare che sia sempre l’altro a fare il primo passo, il non esporsi mai non è sempre saggezza ma, piuttosto, disincanto; cosa difficile da scoprire perché nelle nostre equazioni caratteriali, spesso nascondiamo la natura che ci contraddistingue coprendola con una maschera sociale. 
Una persona ingenua è: schietta, semplice, spontanea, innocente, pura, candida, una persona furba è esattamente il suo contrario: astuta, scaltra, capace di rovesciare un punto di vista. 
Nella nostra epoca è pur vero che spesso la furbizia è una potente arma per farsi strada nella giungla della vita e arrivare al proprio ambizioso traguardo, e l’ingenuità, al contrario, non è quasi mai premiata. 
Alla persona ingenua è facile essere sé stessa e basta; è legata alla verità di cui si fa e si sa portatrice senza fatica, non assume atteggiamenti opportunisticamente falsificati, ama con semplicità e spontaneità perché tende ad avere fiducia e si aspetta fiducia, tutti aspetti questi che cozzano e rimbalzano in una società dove la verità è smarrita, la semplicità e la spontaneità sono state archiviate a vantaggio di un essere costruito e accattivante.
Una cosa è certa: la persona furba, scaltra, maliziosa, sa muoversi con l’arte del camouflage, da essere camaleontico qual è, diffidente con tutto e tutti, sospettosa e attenta a non sbilanciarsi, ma ha necessariamente bisogno di avere un rapporto con un’ingenua, altrimenti non può mettere in pratica le sue astuzie, non può esistere. Diciamo pure che l’una è dipendente dall’altra all’interno di una relazione esistenziale che crea un copione di vita adatto a reggere le due modalità di essere nel mondo. 
Tuttavia almeno nei film non sempre gli ingenui sono inferiori ai furbi, ricordate Forrest Gump “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.La sua forza sta proprio nella sua ingenuità e spontaneità disarmante, praticamente quella di un bambino, ma possiede una ricchezza interiore che lo rende unico, ogni situazione è da lui affrontata con saggezza, forza che ha un potere attrattivo sul bene e che gli regalerà alla fine fortuna e ricchezza negli affetti
Vi propongo alcune citazioni diverse ma, entrambe interessanti: 
“Dall’ingenuità possono nascere dei piccoli miracoli, o anche delle grandi stronzate.” Fabrizio De André
“Io continuo a stupirmi.È la sola cosa che mi rende la vita degna di essere vissuta.”Oscar Wilde
Concludo con una speranza, un’aspettativa e che, a mio parere, è anche un augurio:”Che io possa continuare ad essere ingenuo senza mai essere sprovveduto.”
Buona riflessione 
Roberto Kudlicka 

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