Da Zoff a Mertens l’undici di Jorit esposto al Maradona

“Mi piace l’idea che un papà possa venire con il figlio a vedere questo murales e spiegare che questi erano i campioni delle diverse generazioni.

Così il tifo diventa motivo di aggregazione in un’epoca sempre più dispersa, un motivo per stare insieme”.
Così l’artista partenopeo Jorit spiega il grande murales da lui realizzato su un muro all’esterno dello stadio Maradona, in cui l’artista partenopeo ha dipinto una squadra ideale della storia azzurra, dipingendo i giocatori scelti dai tifosi rispondendo al sondaggio promosso dallo stesso Jorit nei suoi social. La formazione è Zoff, Bruscolotti, Ghoulam, Krol, Koulibaly, Juliano, Cavani, Hamsik, Careca, Maradona, Mertens.
    “Volevo celebrare lo stadio antropologicamente come luogo di emozioni – spiega l’artista – e ho lanciato un sondaggio sui social lasciando scegliere ai tifosi chi dipingere, non avrei mai voluto scegliere da solo, sarebbe stata una responsabilità troppo grande. Il primo degli esclusi ? Non lo dico, ma su ognuno ci sono stati dei testa a testa”.
    Jorit sottolinea che “lo stadio è un po’ vecchiotto, va un attimo ripreso. Io provo a fare del mio in un calcio che vivo come tifoso”.
    Jorit fa riferimento alle diverse storie di Napoli che lui narra nelle sue opere: “Cerco di portare – spiega – Napoli nel mondo e il mondo a Napoli. Al Centro Direzionale, Troisi, Diego e Pino sono l’emblema della Napoli che piace, e loro hanno dato dei messaggi molto importanti. L’arte per me è pubblica, accessibile e gratuita per tutti, secondo me questo è l’aspetto più importante. “Questa – sottolinea – è un’opera totalmente autofinanziata dalla mia fondazione. Io e i miei collaboratori ci abbiamo messo molto tempo”.
    All’inaugurazione ha partecipato anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “Il mio ringraziamento – ha detto – a questo omaggio che Jorit ha voluto fare alla città e alla storia della squadra. E’ un modo per ricordare tanti campioni che hanno contribuito ai successi del Napoli ma anche per dare un segnale di riqualificazione dello stadio che rappresenta un grande patrimonio collettivo e che anche metaforicamente è la casa del calcio a Napoli”.

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