Con le guerre in giro per il mondo aumentano i problemi relativi all’approvvigionamento energetico, messo in pericolo dalle azioni ritorsive dei guerreggianti. Un Paese come il nostro, privo di una politica energetica dove è consentito ai cosi detti amministratori dello Stato di usufruire di lunghi periodi di inattività parlamentare, è fra i primi a risentire gli effetti restrittivi di fornitura petrolifera.
Ma se si è condizionati da contingenze belliche difficili da affrontare, nulla vieta di guardare alle risorse che la ricerca ha conquistato, probabilmente oscurate da coloro che non vogliono renderle di pubblica conoscenza. Le discrasie nel nostro mondo sono tante e tutte non risolte. Ma non possiamo non riportare alla mente notizie del 1989, relative a risultati ottenuti da due illustri ricercatori, Fleichmann e Pons con esperimenti condotti sulla fusione fredda.
Una cella elettrolitica all’interno della quale la fusione di due atomi di deuterio?, a basse temperature, sarebbero stati in grado di produrre grande quantità di energia. La reazione determinata dalla fusione di due atomi leggeri, usualmente due isotopi (nuclei contenenti un diverso numero di neutroni) dell’idrogeno, genera enormi quantità di energia. L’energia che l’acqua è in grado di fornire. Mallove era uno scienziato che si occupava esclusivamente della diffusione di studi e ricerche sulla Free Energy.
Un giornalista professionista ma soprattutto uno scienziato che si occupava di informazione. Nel 1995 Mallove aveva promosso la New Energy Foundation, una organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione di informazioni sulla Free Energy. In Maggio 2004 veniva ucciso in casa, secondo la polizia, mentre subiva una rapina.Alcuni dicono che Mallove avesse scoperto che i test di Fusione Fredda fatti dal suo istituto avevano in effetti registrato calore in eccesso, ma i dati erano stati manipolati prima della pubblicazione, per far apparire il contrario. Lo scienziato scrittore inoltre bocciava senza pietà il ricorso alle cosiddette “fonti rinnovabili” convenzionali, come l’eolico o il fotovoltaico.
La fusione fredda funziona? Quelli erano gli anni in cui già si parlava di Energia dal vuoto, Energia Punto Zero, ZPE, energia dell’etere, o energia dello spazio. Tutte queste definizioni riguardano le enormi fonti energetiche dello stato di vuoto, di cui tuttora si discute. Fra le altre sorprendenti novità tecniche non minore importanza riveste la notizia secondo cui la corporazione Israeliana“Energetics Technology”, avrebbe compiuto progressi nel superare alcuni dei problemi che riguardano il fenomeno delle reazioni nucleari a bassa energia.
Sarebbe questo il momento opportuno di sottoporre i dati sperimentali di questo importante lavoro scientifico ad una commissione di esperti, libera da pregiudizi, a differenza di quanto accadde nel 1989, quando un gruppo ostile probabilmente manipolò in modo ingiustificabile i risultati dei propri esperimenti? Piuttosto che litigare per la conquista del “potere” e per altre cretinerie i nostri politici, quelli che si oppongono a tutto, pur informati, farebbero cosa buona attivandosi.
Sarebbe un bel passo in avanti se invece di fare opposizione, volgessero il loro interesse ad argomenti utili a tutti noi. Smemorati, avranno dimenticato quale sarebbe il modo più produttivo per riportare la gente al voto e farsi votare!
Secondo dati raccolti dalla rivista Infinity Energy il vantaggio principale di questa nuova fisica dell’idrogeno sarebbe una riserva inimmaginabile di energia, pari forse all’energia di oltre mille litri di benzina per ogni quasi quattro litri di semplice acqua! Energia non inquinante, priva di radiazioni pericolose, ed avrebbe in realtà un costo del combustibile pari a zero. Un solo chilometro cubo di acqua marina fornirebbe l’energia equivalente a tutte le riserve petrolifere conosciute oggi sulla terra.
2006 Gli ultimi sviluppi del gruppo di Vittorio Violante hanno dimostrato che si è raggiunto un buon controllo, in laboratorio, del fenomeno. Incomincia anche ad emergere una realtà nascosta: alcuni gruppi industriali, oltre che Università ed Enti di ricerca pubblici in tutto il mondo, si stanno dedicando al fenomeno: ST Microelectronics, Pirelli Labs, EDF Electricitè de France, Energetics Inc., ENEL, ENEA, IFNF, Mitsubishi Heavy Industries, eccetera. I paesi più attivi, che fino all’anno scorso erano Italia e Giappone, stanno rischiando di vedersi rubare il know-how accumulato con tanto coraggio e determinazione in questi 20 anni di fatiche ‘contro corrente’ da paesi come la Cina, che prevede ingenti stanziamenti nel settore energetico o, ironia della sorte, dagli USA, primi e pesanti fautori della tesi della bufala. Oggi la verità, lentamente, sembra venire a galla e anche i media incominciano ad interessarsi alla questione. Di Ottobre 2006 è un servizio di Rainews24, ad opera del giornalista Angelo Soso. Ilvideo è scaricabile anche online, sia pure a bassa qualità. Riccardo Bennati Roy Virgilio.
Il redattore scientifico del Wall Street Journal, Sharon Begley, che era presente al ICCF10, il 5 settembre 2003 ha scritto un ottimo articolo sul WSJ, intitolato “La fusione fredda non è morta, sta agonizzando per la disattenzione della scienza“. Fra le altre sorprendenti novità tecniche del ICCF10 c’è stata la presentazione di una ben finanziata corporation israeliana, la Energetics Technology, che sembra aver compiuto passi nel superare alcuni dei problemi che riguardano il fenomeno delle reazioni nucleari a bassa energia [“Fusione Fredda”, n.d.t.].
UGO LOMBARDI
