Riflettevo partendo dalle ultime vicende che hanno coinvolto il Sommo pontefice, Leone XIV, non entro nel merito delle affermazioni, non ha senso neppure fermarsi un attimo e lasciarle cadere tutto nel nulla come ha fatto saggiamente l’agostiniano Prevost.
La mia riflessione è andata su quali siano le motivazioni – anche se la storia afferma che questo avviene da più di 2000 anni – del perché si verificano, queste “attenzioni”, questi attacchi che si rivolgono, e sempre più spesso, solo verso la religione cristiana, in particolare quella cattolica.
Tutti siamo testimoni e quasi tutti i giorni di quello che è il processo di islamizzazione – d’altronde è scritto anche nella loro sacra legge la “sharia” – il loro è un progetto di diffusione e adozione della religione e cultura islamica, in tutti i modi e in tutti i costi, ovviamente le modalità sono diverse da quelle messe in atto nel VII secolo, subito dopo la morte del loro profeta Maometto, a danno delle popolazioni persiane, siriane, palestinei, egiziane ma, non si può non riconoscere nelle cruente e tragiche persecuzioni in Africa e in Asia, o nella progressiva e incessante “colonizzazione” in Europa e in America quanto stia avvenendo, seppure in maniera relativamente molto underground.
Adesso ci si mette anche lo stesso Occidente seppure nella figura ambigua e discussa come quella del presidente USA a contestare La figura simbolo per tutto il mondo cristiano.
Una figura importante, il Papa è il Pastore supremo della Chiesa universale, è considerato il successore di Pietro, rappresentante Vicario di Cristo sulla Terra!
Come guida spirituale i ruoli principali rappresentati dal Papa sono:- È capo della Chiesa cattolica.- È la massima autorità spirituale.- È custode della Fede e garante dell’unità dei cristiani.- È responsabile di confermare i credenti nella fede e custodire la tradizione.- Unisce la comunità cattolica mondiale, celebrando la fede comune e dirigendo la Chiesa nelle questioni teologiche e pastorali. – È considerato il primato giurisdizionale su tutti i vescovi ed eletto a vita dal conclave. : Oltre al ruolo religioso, è anche Capo di Stato in quanto sovrano della Città del Vaticano, garantendo l’indipendenza politica della Santa Sede.
Come autorità morale è una figura che, anche al di fuori della Chiesa, simboleggia valori universali quali: pace, giustizia e speranza, spesso vista come voce etica autorevole.
Di qui il fatto inequivocabile che non sia una figura politica, sociale qualunque, un ayatollah, un presidente, un dittatore, un sovrano.
Però, nonostante tutto questo…
Vabbè la mia riflessione va oltre, lascia le parole proferite a vanvera, o la voglia di predominio e egemonia religiosa e si sofferma sulla citazione che ho voluto come titolo:
Tu dici: Dopo la tempesta viene la calma!Gesù dice: In mezzo alla tempesta lo sono la tua calma!
Questa differenza profonda dovrebbe essere e rappresentare il nostro mantra, almeno per quelli di noi cristiani; evidenziando la distinzione tra Speranza umana e Fede cristiana.
Mentre la Speranza attende un sollievo futuro, la Fede trova pace nel presente, trasformando la paura in fiducia.
I due punti chiave della citazione sono:- La calma umana del “dopo”: indica la Speranza che il problema passi solo con il trascorrere del tempo.- La calma di Gesù è invece già “durante”: è la sua sola presenza che dà forza mentre il problema ancora esiste.
Questa citazione può facilmente essere associata all’episodio del noto miracolo “La tempesta sedata” riportato nei vangeli sinottici (Marco 4,35-41, Matteo 8,23-27, Luca 8,22-25).
Dopo aver predicato, Gesù chiede ai discepoli di attraversare il lago di Galilea. Gesù si addormenta a poppa su un cuscino.Nel frattempo si scatena una violenta tempesta e le onde riempiono la barca, mettendo in pericolo i discepoli.La reazione dei discepoli è immediata e presi dal panico, svegliano Gesù dicendo: “Maestro, non t’importa che moriamo?”.Il miracolo: Gesù si sveglia, sgrida il vento e dice al mare: “Taci, calmati!”. Immediatamente si crea una grande bonaccia!
L’insegnamento: Gesù rimprovera i discepoli per la loro paura e la mancanza di Fede.
Nel contempo l’evento provoca stupore e timore nei discepoli, che si chiedono: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”.
Questo racconto simboleggia la presenza di Cristo nelle difficoltà della vita, rappresentate dalle “tempeste” e la necessità di affidarsi a Lui con Fede, anche quando sembra silente o del tutto assente.
Di fronte alla paura dei discepoli, Gesù calma il vento e il mare con la sua parola, evidenziando la loro mancanza di Fede.
La sua sola presenza è la vera sicurezza, invitando a non temere le difficoltà.
Gesù che dorme sereno durante la tempesta, insegna la Fede e la fiducia assoluta nel Padre: “Non temete”!
Un invito a non lasciarsi vincere dalla paura, lo stesso che veniva ripetuto spesso da Karol Woytyla, papa Giovanni Paolo secondo, un uomo che aveva vissuto episodi di paura.
La stessa frase che i teologi dicono sia citata e presente ben 365 volte nella Bibbia, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, una per ogni giorno dell’anno:
“Non temere” o “Non avere paura”.
È un messaggio ricorrente di fiducia e consolazione, interpretato come un incoraggiamento quotidiano di Dio a non farsi dominare dall’ansia o dalle difficoltà ma, di affidarsi alla Fede:Dio è presente e sostiene proprio nei momenti difficili!
Quindi la Fede è la certezza interiore e la fiducia nell’amore di Dio e nelle sue promesse, mentre la Speranza è l’aspettativa fiduciosa che tali promesse si compiano, infondendo forza nel futuro.
In estrema sintesi:- la Fede riguarda il presente (credere ora).- la Speranza è inerente al futuro (attendere ciò che non si vede).
La Fede è sinonimo di Fiducia, di Certezza: è una convinzione profonda, un dono divino che permette di riconoscere la presenza di Dio come ancora anche nel buio della tempesta.
La Speranza è sinonimo di Attesa, di Desiderio: è l’atteggiamento di chi attende con fiducia un bene futuro, non necessariamente legato a una certezza immediata.
La Speranza basata sulla Fede, non dipende più dal caso, dal tempo, ma diventa virtù che trasforma l’attesa in una visione positiva.
Senza Fede, la Speranza rischia di diventare semplice ottimismo umano.
Fede e Speranza sono in relazione, hanno bisogno una dell’altra, in tempi difficili e duri, diventano inseparabili; la Fede sostiene la Speranza, e la Speranza accoglie la Fede.
Buona riflessione.
Roberto Kudlicka
