Noi lo sappiamo già, ma leggerlo su un giornale israeliano fa un altro effetto. Questo è l’articolo che Haaretz ha dedicato alla decisione di Giorgia Meloni di sospendere l’accordo sulla difesa con Israele (MoU):
Il primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha dichiarato martedì che il suo governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico di un memorandum d’intesa sulla difesa con Israele, alla luce degli attuali conflitti in Medio Oriente.
«Alla luce della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele», ha riferito Meloni secondo diverse agenzie di stampa italiane, senza fornire dettagli sull’accordo.Secondo l’agenzia di stampa AFP, il MoU prevede lo scambio di equipaggiamento militare e la cooperazione nella ricerca tecnologica.
Tuttavia, una fonte italiana ha dichiarato ad Haaretz che l’attuale decisione è una misura legislativa che riflette una politica già in corso di attuazione.
Secondo la fonte, l’Italia ha interrotto la cooperazione a livello militare con Israele poco dopo il 7 ottobre 2023, invocando una legislazione nazionale che vieta la cooperazione in materia di difesa con un Paese impegnato in una guerra che ha un impatto significativo sulla popolazione civile e che viola il diritto internazionale.
La fonte ha aggiunto che l’Italia non acquista armi da Israele, non gliene vende e non conduce addestramenti militari congiunti con l’IDF.
Interrogata sulla possibilità che l’Italia adotti una politica simile nei confronti degli Stati Uniti, la fonte ha risposto che è necessario valutare l’entità dell’impatto della guerra in Iran sulla popolazione civile in quel Paese.
La fonte si è rifiutata di rispondere se la posizione dell’Italia cambierebbe qualora Israele non fosse attualmente impegnato nei combattimenti in Libano, aggiungendo che si tratta di una decisione politica.
Lunedì Euro News ha riferito, citando una fonte diplomatica italiana, che l’ambasciatore italiano in Israele è stato convocato per un colloquio dopo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva definito «inaccettabili» gli attacchi di Israele in Libano.
Tajani ha visitato Beirut lunedì e ha incontrato anche il presidente libanese Joseph Aoun e il ministro degli Esteri Joseph Raggi. In un post su X ha scritto di essere giunto nel Paese per «esprimere la solidarietà dell’Italia in seguito agli inaccettabili attacchi di Israele contro la popolazione civile».
Tajani ha chiesto negoziati tra Libano e Israele e un «cessate il fuoco necessario e duraturo». Ha inoltre affermato che «ulteriori escalation, come a Gaza, devono essere evitate a ogni costo». La settimana scorsa il governo italiano aveva convocato l’ambasciatore israeliano per un colloquio dopo che, secondo gli italiani, forze israeliane avevano sparato colpi di avvertimento contro un convoglio di forze italiane dell’UNIFIL in Libano, danneggiando almeno un veicolo.
Non ci sono state vittime nell’incidente. Domenica il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha parlato con il suo omologo italiano Antonio Tajani prima della sua visita in Libano e, tra le altre cose, ha sottolineato che l’attacco di mercoledì scorso, che ha causato oltre 300 morti e più di 1.100 feriti, è stato condotto «con uno sforzo per minimizzare le vittime civili».
Sa’ar ha affermato inoltre che nell’attacco sono stati uccisi più di 200 militanti di Hezbollah. Nonostante ciò, dopo l’arrivo di Tajani in Libano, questi ha espresso la «solidarietà» dell’Italia con il Libano in seguito agli attacchi «inaccettabili» di Israele, aggiungendo su X: «Dobbiamo evitare a ogni costo un’altra escalation come quella di Gaza».
Fonte Haaretz
MASSIMO MAZZUCCO
