La stretta collaborazione tra notai e Guardia di Finanza, stabilita in un protocollo d’intesa siglato lo scorso anno per contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo attraverso lo scambio di informazioni e il conseguente innalzamento dei livelli di vigilanza su atti immobiliari e societari, sta dando i suoi frutti con un consistente aumento delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il punto della situazione è stato fatto in occasione di un convegno organizzato dal Consiglio Notarile di Napoli al quale hanno partecipano rappresentanti del Notariato, ufficiali del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli della Guardia di Finanza e dirigenti dell’Unità Informativa Finanziaria (UIF) e della Divisione Vigilanza della Banca d’Italia.
Il protocollo d’intesa prevede che i notai agiscano come presidio antiriciclaggio, verificando l’adeguatezza della clientela e segnalando operazioni sospette e anomale come ad esempio prezzi fuori mercato, uso di contanti o assegni impropri all’UIF soprattutto in relazione a compravendite immobiliari e cessioni di quote.
La Guardia di Finanza a sua volta utilizza le informazioni per individuare tentativi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo, conducendo controlli specifici sugli studi professionali.
Il convegno, moderato dal notaio Giovanni Vitolo, componente del Consiglio Nazionale del Notariato e coordinatore della relativa Commissione Antiriciclaggio il quale ha sottolineato come il confronto “consenta di uniformare prassi operative e di migliorare l’efficacia dei controlli, rafforzando la sinergia istituzionale”, è stato introdotto da Paolo Aponte, presidente del Consiglio Notarile di Napoli.
Dai lavori è emersa l’esigenza di definire il percorso degli obblighi e degli adempimenti antiriciclaggio dello studio notarile, per offrire un quadro di insieme e uno schema operativo generale. Il notaio Michele Nastri, componente della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato, ha sottolineato quali siano “le principali questioni e le criticità rivenienti dai profili di indeterminatezza (vera o presunta) della normativa, dalla prossima definitiva applicazione dell’AML Package, l’insieme di riforme legislative dell’Unione Europea volto a inasprire la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo adottato nel 2024, dagli interventi di prassi amministrativa e da alcune recenti pronunzie della giurisprudenza”.
Il colonnello Giuseppe Evangelista, Capo Ufficio Operazioni del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha spiegato le “forme tecniche” attraverso cui la criminalità tenta di infiltrarsi nell’economia legale, “valorizzando l’importanza strategica del giudizio professionale del notaio”.
Il notaio Marco Krogh, componente della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato, si è soffermato sul sistema sanzionatorio antiriciclaggio e in particolare sulle criticità che emergono con riferimento alla procedura di verifica e contestazione delle violazioni. “La normativa vigente – ha spiegato – contiene un generico rinvio alle disposizioni procedurali previste in materia di IVA e di imposte dirette; tuttavia, la particolare severità del sistema sanzionatorio richiederebbe l’introduzione di garanzie specifiche, soprattutto sotto il profilo della terzietà dell’organo accertatore. Allo stato, infatti, la medesima amministrazione provvede alla verifica, alla contestazione, all’espressione del giudizio di congruità sui fatti accertati e all’irrogazione della sanzione, mentre l’intervento dell’autorità giudiziaria è meramente eventuale e subordinato all’opposizione”.
Negli ultimi tempi i controlli antiriciclaggio per i notai sono stati caratterizzati da una evoluzione verso un sistema europeo integrato. “La Guardia di Finanza – ha sottolineato il tenente Giovanni Scialdone, Capo Sezione Riciclaggio del Gruppo Tutela Mercati Capitali del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli – adotta un approccio basato sul rischio, utilizzando poteri trasversali e moduli ispettivi flessibili. Il “controllo a distanza” viene attuato come modalità premiante per gli studi digitalizzati, tutelando il decoro e la continuità operativa”.
