Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar

“Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar” così cantavano i lavoratori che chiedevano l’istituzione della giornata lavorativa di otto ore, nell’ambito di queste lotte, nacque la celebrazione del Primo maggio o Festa dei lavoratori.
Il Primo maggio è la festa dei lavoratori, riconosciuta in quasi tutto il mondo e celebrata con discorsi, cortei, concerti e manifestazioni di varia natura; alcune delle quali hanno perso il valore e il significato iniziale e vengono strumentalizzate per motivazioni svariate, spesso divisive e portatrici di odio e rabbia repressa, portate avanti da individui che non hanno nessun collegamento con il mondo del lavoro vero che dal latino “labor” significava ed era associato a “pena” “sforzo” “fatica” “sofferenza”, senza parlare poi della retribuzione di queste persone ben lontane, dal compenso del salario giusto e  equo.
La celebrazione del Primo Maggio ha lo scopo di ricordare le battaglie del passato per i diritti dei lavoratori e sostenere le rivendicazioni attuali di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
La celebrazione del Primo Maggio ha, in realtà, una lunga storia che parte dal 1855 in Australia, dove era stato coniato il motto “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire”, per ridurre la giornata lavorativa a otto ore.
L’idea della data nacque in Francia il 20 luglio 1889, quando alcuni partiti proclamarono una grande manifestazione internazionale per ridurre la giornata lavorativa a otto ore, la scelta della data al Primo maggio era simbolica per ricordare, lo sciopero generale indetto in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a otto ore e finito drammaticamente a Chicago. 
Vediamo qualche particolare di questo sciopero.
Durante la Seconda rivoluzione industriale, i lavoratori avanzarono una rivendicazione: la giornata lavorativa doveva durare otto ore e non essere più lunga, come avveniva fino ad allora, anche oltre le 12 ore. 
La richiesta delle otto ore fu accettata dai datori di lavoro di Chicago nel 1866 ed entrò in vigore nel solo Stato dell’Illinois il primo maggio dell’anno successivo.
Le organizzazioni sindacali, tra le quali i “Knights of Labor” (cavalieri del lavoro), si attivarono perché la normativa delle otto ore lavorative fosse estesa in tutti gli Stati Uniti, e il primo maggio 1886 organizzarono uno sciopero nazionale “a oltranza” per sostenere la richiesta.
Lo sciopero ebbe luogo anche a Chicago, dove il 4 maggio scoppiarono scontri violenti tra scioperanti e polizia. 
In piazza “Haymarket”, dal corteo di lavoratori fu lanciata una bomba contro gli agenti, che risposero sparando sulla folla. 
Quattro anarchici furono accusati di aver lanciato la bomba e furono condannati a morte e impiccati nel 1887.
Quella manifestazione divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai di tutto il continente che, in quegli anni, lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. 
A Parigi, il primo maggio del 1890, come detto ci fu la prima manifestazione internazionale, dove si registro? un’altissima adesione, nel volgere degli anni successivi, siamo alla fine dell’Ottocento, ci furono grandi dimostrazioni di piazza in molti Paesi Europei, tanto che i rispettivi governi decisero di adottarla e riconoscerla come festa nazionale.
La celebrazione si affermò anche in Italia e nel 1891 il governo accettò di riconoscerla come festa nazionale.
La ricorrenza oggi è stata riconosciuta e celebrata in quasi tutto il mondo anche se in alcuni Paesi, la festa dei lavoratori si celebra in una data diversa. 
Ad esempio negli Stati Uniti, dove il Labor Day (Festa del lavoro) si festeggia il primo lunedì di settembre, come stabilito da una legge emanata nel 1894 dal presidente Grover Cleveland.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, la celebrazione della festa dei lavoratori si diffuse in nuovi Paesi, ma in Italia fu abolita dal regime fascista, che nel 1924 la sostituì con la festività del Natale di Roma il 21 aprile.
In Italia la ricorrenza del Primo maggio è stata nuovamente riconosciuta come festa nazionale solo nel 1947, dopo la caduta del regime. 
Proprio in quell’anno durante i festeggiamenti, la celebrazione ha avuto un esito tragico in località Portella della Ginestra, nel comune di Piana degli Albanesi, presso Palermo.
Circa duemila persone, tra contadini e braccianti provenienti da Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello, si erano riunite per celebrare la Festa dei lavoratori e manifestare contro il latifondismo e a favore della riforma agraria. 
Durante il comizio, la folla fu colpita da raffiche di mitra sparate dalle colline circostanti, uccidendo 11 persone (secondo altre fonti 12 o 14, considerando anche i feriti gravi deceduti in seguito) e altre 27 rimasero ferite, l’azione fu guidata dal bandito mafioso Salvatore Giuliano e dalla sua banda criminale.
Si tratta di uno dei primi e più gravi misteri dell’Italia, un episodio che lega indissolubilmente la storia della festa alla lotta per i diritti nel sud Italia. 
Nel 1949 il Primo maggio è stato ufficialmente riconosciuto come festa nazionale retribuita.
Nel secondo dopoguerra, la festa dei lavoratori si è affermata in quasi tutto il mondo soprattutto occidentale. Anche la Chiesa ha riconosciuto la ricorrenza: nel 1955 il papa Pio XII ha stabilito che il Primo maggio si celebra la festa di “San Giuseppe Lavoratore”.
La Festa dei lavoratori ha in certa misura sostituito le celebrazioni secolari, che in molte culture antiche si organizzavano verso l’inizio di maggio per festeggiare l’arrivo della bella stagione.
Nell’antica Roma, il primo giorno di maggio (all’epoca calende di maggio) da cui il nome della festa Calendimaggio, si celebrava la dea Flora, protettrice degli alberi.
Non voglio aggiungere altro riguardo la dignità, la retribuzione, la sicurezza, di cui ne parlano tutti ma, di concreto ben poco, voglio riportare però 3 poesie, di autori diversi tra loro, che con i loro versi, hanno voluto rendere omaggio ai lavoratori di ogni tempo.
Ai miei obblighi di Pablo Neruda
Compiendo il mio mestierepietra con pietra, penna a penna,passa l’inverno e lascialuoghi abbandonati,abitazioni morte:io lavoro e lavoro,devo sostituiretante dimenticanze,riempire di pane le tenebre,fondare di nuovo la speranza.Non è per me altro che la polvere,la pioggia crudele della stagione,non mi riservo nientema tutto lo spazioe lì lavorare, lavorare,manifestare la primavera.A tutti devo dar qualcosaogni settimana e ogni giorno,un regalo di colore azzurro,un petalo freddo del bosco,e già di mattina sono vivomentre gli altri si immergononella pigrizia, nell’amore,e sto pulendo la mia campana,il mio cuore, i miei utensili.
Ho rugiada per tutti.

I colori dei mestieridi Gianni Rodari
Io so i colori dei mestieri:sono bianchi i panettieri,s’alzano prima degli uccellie han farina nei capelli;sono neri gli spazzacamini,di sette colori son gli imbianchini;gli operai dell’officinahanno una bella tuta azzurrina,hanno le mani sporche di grasso:i fannulloni vanno a spasso,non si sporcano un ditoma il loro mestiere non è pulito.

Il Grembiuledi Alda Merini
Oddio il mio grembiuleguarda come mi torno indietroera una bobina di animaogni giorno un filo d’amoreogni giorno quelle ore che mi massacravanoio ogni giorno non ridevo maie la sera tornavo così stancae vedevo mio marito che mi guardavae io mi giravo dall’altra partema il mio grembiule era pieno di roseerano tutti i baci che avrei dato a luiinvece di quello sporco lavoronon hanno voluto pagarminé il grembiule e neanche la vitaperché ero una donna che non poteva sognareero una volgare operaiache in un giorno qualsiasie chissà perchéaveva perso di vista il suo grembiuleper pensare soltanto a lui.
Infine concludo e concordo con Charles Darwin che affermava“Il lavoro nobilita l’uomo”. Buona riflessione.Roberto Kudlicka 

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