La felicità è anche chimica!

Riflettevo siamo tutti alla ricerca della felicità, di una felicità che arrivi dall’esterno, che piombi giù dal cielo come un colpo di fortuna ma, facendo delle ricerche ho scoperto qualcosa di più concreto e arrivabile anche perché, in parte, dipendente anche da noi.
La ricerca della felicità e della gratificazione può essere anche una forte spinta propulsiva a molte nostre azioni.
In psicologia la felicità corrisponde a uno stato emotivo positivo, associato ad un insieme di emozioni, che procurano una sensazione di soddisfazione e di benessere. L’etimologia della a parola felicità deriva dal latino felicitas-atis, a sua volta derivato da felix-icis (felice). 
Il Dizionario Etimologico ci dice che il termine è strettamente legato alla fecondità e all’abbondanza; la radice indoeuropea fe- o f?- fa riferimento alla capacità di generare, fecondare e nutrire, condividendo la stessa origine con fecundus (fertile) e femina (femmina).
La radice è collegata al verbo greco phyo (“far essere”, “generare”, “produrre”), suggerendo che essere felici significa essere “fecondi”, di “fertilità” interiore, di progetti, di relazioni e di vita.
Il significato originario della parola indicava soprattutto: abbondanza, ricchezza, prosperità e buona riuscita, capacità di portare a frutto le proprie potenzialità. 
Con il tempo l’evoluzione del termine ha perso la sua connotazione materiale per assumere un significato più astratto ed emozionale, indicando uno stato di completa soddisfazione e realizzazione: uno stato d’animo, un insieme di emozioni che procurano “benessere in abbondanza”.
Tutti noi sappiamo che un basso tono dell’umore e sentimenti negativi quali tristezza, rabbia o paura possono avere effetti negativi sulla salute, non tutti però conosciamo che esiste anche una base biochimica che può spiegare questa tendenza ad ammalarci più facilmente.
Come, forse, tutti non sappiamo come questo meccanismo sia regolato chimicamente da un vero e proprio gruppo di molecole della felicità o in carenza di esse di infelicità. 
Tutti i nostri stati d’animo: euforia, sensazione di benessere così come paura, ansia e depressione sono “modulazioni umorali” determinate dal sistema ormonale che interagisce con la realtà esterna grazie al cervello e alle sue percezioni.
A livello fisico, di aspetto esteriore, il nostro volto, gli occhi, il sorriso sono indicatori che ci confermano che siamo felici: siamo più gentili, più fiduciosi nel futuro e grati alla vita, ma cosa succede nel complesso laboratorio chimico del nostro cervello, quando viviamo dei momenti felici, quando proviamo felicità?
Nel nostro cervello le emozioni non sono entità astratte, ma il risultato di precise reazioni biochimiche orchestrate da un gruppo di messaggeri speciali: i neurotrasmettitori e gli ormoni. 
Per cui nel nostro cervello le emozioni attivano i neurotrasmettitori ovvero sostanze chimiche che trasmettono impulsi nervosi verso i recettori posti sulle terminazioni neuronali, esse suscitano una gamma di stati emotivi collegati al piacere, con intensità differenziata: buonumore, empatia, eccitazione, felicità, euforia, tolleranza al dolore.
Queste sostanze chimiche prodotte da alcuni organi del corpo, su stimolo del cervello, regolano l’umore, la motivazione e la riduzione dello stress, promuovendo sensazioni di piacere, calma e legame sociale. 
Influenzano quindi, il benessere psichico e fisico, gestiscono piacere, umore e legami sociali, e possono essere stimolate attraverso stili di vita sani, abitudini, come attività fisica e sport, relazioni e attività sociali, dieta corretta e riposo. 
Comprendere quali sono questi potenti alleati del benessere e, soprattutto, scoprire che possiamo influenzarne attivamente la produzione attraverso le nostre azioni quotidiane, ci consegna una chiave straordinaria per migliorare la nostra qualità di vita. 
Non si tratta di una felicità artificiale, ma della capacità di coltivare consapevolmente uno stato di equilibrio e contentezza, lavorando in sinergia con la nostra stessa biologia.
La felicità quindi, è una questione biochimica? 
E allora qual è la chimica della felicità?
La “sostanza della felicità” non è una singola molecola, ma un insieme di neurotrasmettitori e ormoni che regolano umore, piacere e benessere.  
Sebbene si parli spesso di un “quartetto” di principali protagonisti, un gruppo selezionato che spesso è etichettato come “gli ormoni della felicità”, che viene identificato dalle loro iniziali con l’acronimo “DOSE“, la sensazione di felicità, piacere, benessere, connessione e gioia che colorano la nostra esistenza è in realtà una “sinfonia” più complessa, a cui partecipano diversi attori chimici responsabili, sicuramente più di quattro. 
Le neuroscienze evidenziano il ruolo di queste sostanze chimiche nel determinare stati di appagamento e creare il nostro stato di grazia interiore, ma  esaminiamo nel dettaglio singolarmente questi veri “messaggeri della felicità“.
DOPAMINA: è un neurotrasmettitore cruciale per il sistema nervoso, tanto che possiamo immaginarla come il motore del nostro cervello. 
Appartenente alla famiglia delle catecolamine e viene sintetizzata principalmente nelle aree dopaminergiche del cervello, come la ,”substantia nigra pars compacta”.  
Un’alterazione dei suoi livelli può essere collegata a diverse condizioni. ll morbo di Parkinson, ad esempio, è legato ad una carenza di dopamina, la quale compromette le funzioni motorie. La presenza di uno squilibrio nel sistema dopaminergico è stato associato, invece, alla schizofrenia.
La Dopamina è conosciuta come l'”ormone della ricompensa” o della motivazione, o della soddisfazione, o del piacere. 
La dopamina è la ricompensa, la gratificazione, la sensazione di soddisfazione che il cervello ci offre sotto forma di piacere e talvolta di euforia, quando raggiungiamo un obiettivo o proviamo entusiasmo, vivendo nuove esperienze e celebrando anche piccoli successi.
Viene rilasciata ed è legata alle aree più primitive dell’encefalo, quelle che corrispondono a volontà, desiderio e motivazione. 
Questo meccanismo fa parte del circuito della ricompensa, che alimenta, ci spinge e motiva all’azione, a ripetere comportamenti, che ci fanno stare bene, ed anche per questo che è chiamata anche il “neurotrasmettitore delle dipendenze“.
Più comunemente però la dopamina è anche nota come “neurotrasmettitore del piacere”, degli innamorati o comunque delle persone che si dedicano ad attività fisica, sport e che coltivano hobby e passioni, proprio perché è prodotta quando si pensa o si interagisce con l’oggetto del desiderio. 
La dopamina viene rilasciata quando facciamo qualcosa di gratificante come ascoltare musica, mangiare il nostro cibo preferito o dopo l’attività sessuale o la masturbazione, è il neurotrasmettitore che ci spinge ad agire verso un obiettivo e ci regala una scarica di piacere quando lo raggiungiamo. 
È legata al desiderio, alla motivazione, all’apprendimento, alla concentrazione e al senso di realizzazione, di soddisfazione e di piacere (funge anche da mediatore del piacere), ma serve anche a regolare il movimento, la memoria, l’attenzione.

SEROTONINA:tecnicamente 5-idrossitriptamina o 5-HT è uno stabilizzatore naturale dell’umore.
È fondamentale perché regola e stabilizza l’umore, e contemporaneamente anche il sonno, l’appetito e promuove una sensazione generale di benessere, calma e felicità, tanto da essere definita il principale “ormone del buonumore“.
La serotonina serve a regolare molte nostre funzioni, oltre ad essere nota, per la sua capacità di migliorare l’umore, agisce anche sulla digestione, sul sistema immunitario e sulla percezione del dolore. 
La maggior parte della serotonina del nostro corpo viene prodotta nell’intestino, e solo in minima parte all’interno dei nuclei del Rafe, una zona del tronco cerebrale, a partire dall’amminoacido triptofano; questo sottolinea il profondo e non secondario legame tra salute intestinale e benessere mentale.
Viene stimolata dall’esposizione alla luce solare, dalla meditazione, dall’attività fisica all’aperto e dal contatto con la natura, livelli di serotonina adeguati, tendono a farci sentire più felici, più calmi, più concentrati. 
Al contrario, bassi livelli di serotonina possono avere un impatto negativo sul nostro umore, infatti, una carenza di serotonina è spesso associata a disturbi dell’umore come: depressione, il disturbo affettivo stagionale, la ciclotimia, la distimia, o gli stati di ansia e irritabilità, oltre che a problemi legati al sonno e all’appetito.
La serotonina ci rende felici per quello che si è e che si vive, è il neurotrasmettitore della serenità, che ci fa sentire importanti e motivati;

OSSITOCINA:è un ormone peptidico che agisce anche come neurotrasmettitore ed è prodotto dall’ipofisi nell’ipotalamo.
L’ossitocina è noto come “ormone dell’amore” perché legata ai rapporti e legami sentimentali.
È fondamentale per creare e favorire fiducia verso il prossimo e legami sociali, determina una propensione alla socializzazione e all’empatia, favorisce il legame affettivo, l’intimità e riduce lo stress.
Si attiva e viene rilasciata in tutte le situazioni di profonda connessione sociale e affettiva,aumenta con il contatto fisico e le relazioni sociali positive, attraverso e durante abbracci e contatto fisico, gesti di gentilezza e tenerezza, manifestazioni di affetto, effusioni amorose, carezze, coccole, il gioco con i bambini o gli animali domestici.
E’ rilasciato massimamente durante il parto e l’allattamento. Aiuta le donne durante il travaglio, stimola le contrazioni uterine durante il parto, tanto da essere usata clinicamente per indurre il travaglio e gestire il post-parto e l’eiezione del latte favorendo l’allattamento, contribuendo a creare il legame tra madre e figlio.  I suoi positivi effetti a livello affettivo, per attenuare lo stress, accrescere la fiducia e l’empatia con il prossimo e aiutare a socializzare, sono stati comprovati anche da una ricerca condotta da alcuni studiosi della Oregon State University e dell’Università della California a Berkeley, secondo cui una variazione genetica contribuisce al livello di capacità empatiche delle persone. 
La variazione riguarda il gene OXTR che codifica per il recettore cellulare dell’ossitocina, un ormone/neurotrasmettitore che influisce sulla capacità di interpretare lo stato mentale di un’altra persona. 

ENDORFINE:il loro nome deriva da “morfina endogena“, a indicare la loro potente azione analgesica e la capacità di indurre sensazioni di euforia e benessere, sono gli “antidolorifici” o “anestetici” naturali del nostro corpo, vengono prodotte dal sistema nervoso centrale e poi rilasciate in circolo.
Le endorfine sono molecole con attività oppioide che riducono e danno sollievo alla percezione del dolore fisico e dello stress, o in altro caso sono molto efficaci nel mantenere alto il tono dell’umore, rilasciano una sensazione di piacere e donano una sensazione di euforia. 
Vengono prodotte e rilasciate in risposta a stress o dolore, come anche con attività piacevoli, l’esercizio fisico e durante lo sport, soprattutto se intenso, e persino con le risate, il consumo di cioccolato fondente o i massaggi o la meditazione . 
Le endorfine aiutano a sopportare lo stress e nel meccanismo del piacere: possono bloccare uno stimolo doloroso e quindi avere un effetto anestetico.
Di endorfine più se ne producono, e più ci si abitua ad averle a disposizione.

ADRENALINA:nota anche come Epinefrina, è un ormone neurotrasmettitore catecolaminico secreto dalle ghiandole surrenali è rilasciato dal cervello in risposta allo stress acuto, o di fronte ad una situazione di pericolo o paura comunemente associata alla risposta “combatti o fuggi“.
Agisce in pochi secondi per preparare l’organismo allo sforzo fisico, aumentando il flusso d’aria e l’ossigenazione muscolare.
Tra le funzioni fisiologiche sull’organismo, quando si prova un’emozione molto forte, il rilascio di adrenalina provoca aumento della frequenza cardiaca, tachicardia (battito accelerato), vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni, eccetto che nei muscoli), dilatazione delle pupille e aumento della sudorazione.
Stimola al massimo il sistema cardiovascolare, responsabile dell’aumento della pressione arteriosa, e della broncodilatazione, aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue, fornisce energia immediata, riduce la sensazione di dolore e aumenta la reattività.
È l’ormone delle sfide, delle nuove esperienze e del superamento dei propri limiti, che trasforma la paura in euforia.
Piccole scariche di adrenalina possono generare eccitazione, energia e una maggiore lucidità mentale, ci aiutano a stare calmi nei momenti stressanti;
Quando si pratica sport ad alta intensità, il corpo aumenta la produzione di adrenalina addirittura di sei volte o più.
L’adrenalina possiede anche una potente azione farmacologica, è considerato un farmaco salvavita. È il trattamento d’elezione per lo shock anafilattico (reazioni allergiche gravi) e viene usata nelle emergenze per rianimazione cardiopolmonare, arresto cardiaco e crisi asmatiche, somministrata spesso tramite autoiniettore.
  NORADRENALINA: nota anche come norepinefrina, è un neurotrasmettitore catecolaminico, sintetizzato principalmente nel surrene e nel sistema nervoso, che agisce su alcuni recettori adrenergici per innescare la sua azione nell’organismo fondamentale per la risposta allo stress psico–fisico (“attacco o fuga“).
Le azioni fisiologiche della noradrenalina sono: aumento della pressione arteriosa (PA), vasocostrizione periferica, aumento della gittata cardiaca e della frequenza cardiaca, in situazioni di stress il rilascio di glucosio è utile per il metabolismo per produrre energia, nel sistema respiratorio provoca la dilatazione delle vie aeree per agevolare la respirazione.
Sul sistema nervoso provoca un aumento della prontezza mentale, dell’attenzione e della motivazione.
La noradrenalina viene somministrata per via endovenosa in contesti di terapia intensiva: shock grave cardiogeno o settico, grave ipotensione (pressione arteriosa molto bassa), e stati di collasso circolatorio agendo come potente vasocostrittore. 

MELATONINA: è un neuro-ormone che parte da un neurotrasmettitore, prodotto dalla ghiandola pineale o epifisi, ghiandola posta alla base del cervello, agisce sull’ipotalamo, e regola il ciclo sonno-veglia.Aumentando con il buioin risposta all’assenza di luce determinata dai recettori della retina per favorire il riposo.
Svolge un ruolo essenziale nella fisiologia del sonno e aiuta a ridurre il tempo necessario per addormentarsi.
Utilizzata come integratore È generalmente sicura, ma può interagire con alcuni farmaci.

GABA: (Acido gamma-amminobutirrico): è il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale umano. 
La sua funzione è quella di “rallentare” l’attività cerebrale, agisce da “freno” naturale nel cervello, difatti riduce l’eccitabilità neuronale, promuovendo il rilassamento e uno stato di calma e relax. 
Il GABA agisce come calmante nel nostro sistema nervoso, come un ansiolitico naturale, riducendo ansia e stress, migliorando la qualità del sonno, fattori indispensabili per un umore stabile.
Spesso viene integrato per sostenere il benessere mentale, combattere insonnia e lo stress, tra i suoi benefici facilita e sostiene il recupero muscolare, dopo l’attività fisica.
Sebbene prodotto dal corpo, si trova in altre fonti naturali, tracce nel tè verde, alimenti fermentati e yogurt, in ogni caso prima di assumere integratori a base di GABA, è consigliabile consultare un medico. 
Si può intervenire interagendo con la meditazione e la mindfulness, pratiche allenano la mente a rallentare, riducendo l’attività neuronale eccessiva e aumentando i livelli di GABA.
Anche lo “YOGA” o il “TAI CHI”, possono risultare utili, in pratica i movimenti lenti e controllati, uniti alla respirazione profonda, esercizi di respirazione diaframmatica, con espirazioni lunghe e lente, attivando il sistema nervoso parasimpatico, favoriscono il rilassamento, e hanno un potente effetto calmante sul sistema nervoso e promuovono uno stato di “calma vigile”.
La carenza di questi neurotrasmettitori, in particolare, è spesso associata ad ansia, depressione e irritabilità; come aumentare allora, naturalmente la chimica della felicità?
Adottare uno stile di vita sano è il modo migliore per favorire la produzione di questi neurotrasmettitori.
DOPAMINA: Festeggiare piccoli traguardi, ascoltare musica, completare task.
SEROTONINA: Esporsi alla luce solare, praticare meditazione, praticare attività fisica (corsa, nuoto, camminate).
Consumare cibi sani, alimenti ricchi di triptofano (uova, formaggio, salmone), vitamine del gruppo B (B6, B9, B12) e magnesio.
ENDORFINE Stimola la produzione di  Meditazione e risate: Efficaci per aumentare le endorfine.  Fare attività fisica, ridere, mangiare cioccolato fondente.
OSSITOCINA Relazioni sociali e interazioni positive, passare tempo con amici o animali domestici, fare volontariato.
Imparare a dialogare con la propria chimica interiore è un’abilità che si coltiva con la pratica. 
Dormire a sufficienza, esporsi alla luce solare, praticare hobby e movimento fisico e mentale. 
Integrando queste abitudini nella nostra vita, potremmo cercare di smettere di essere in balia degli eventi esterni e diventare i veri architetti del nostro benessere, costruendo giorno dopo giorno una felicità più autentica, resiliente e duratura
Prendiamoci la responsabilità della nostra felicità!
La felicità è un’emozione che proviamo tutti e che convive quotidianamente con tante altre emozioni. 
Per viverla appieno dobbiamo darle spazio, farla entrare nella nostra comfort-zone e diventarne responsabili, François-René de Chateaubriand afferma:La vera felicità costa poco: se è cara, non è di buona qualità.
Buona riflessione.Roberto Kudlicka

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