A Portici gli ex pazienti psichiatrici studiano da agronomi

Pomodori, mandarini, rosmarino e basilico coltivati da ex pazienti psichiatrici della comunità Agricoltura Sociale del Vesuvio e portati, a pochi passi di distanza, direttamente in cucina o al banco dei cocktail.
    L’iniziativa, che punta a formare nuovi agronomi, nasce nell’ambito di una collaborazione sviluppata con Slow Food Vesuvio per percorsi di inclusione e reinserimento socio-lavorativo di persone con fragilità psichiche.
    A lanciarla sono i responsabili di Mihao Garden, uno spazio all’aperto ricavato nel giardino storico di Villa Pagliano di Portici, dimora settecentesca che appartiene al sistema delle ville nobiliari del Miglio d’Oro vesuviano.
    Il progetto Mihao nasce da un viaggio in Giappone e dall’incontro di sei professionalità complementari: Emanuele Raniello e Antonio Luigi Improta ideatori e co-founder; Valerio Cozzolino socio e con un percorso nella ristorazione giapponese internazionale; Carmine D’Orsi, sommelier e responsabile della cantina; Alessio Olivieri, bar manager; Davide Totaro, in arte Dat Boi Dee, produttore musicale che ha definito l’identità sonora del locale.
    Il nome richiama il maneki-neko, il gatto portafortuna giapponese, simbolo di buon auspicio e rinascita: manifesto culturale prima ancora che brand.

Il menù attraversa il Giappone, dialoga con la cultura nikkei e si apre allo street food asiatico.

Protagonista assoluto è il crudo: una selezione di sushi e sashimi che valorizza pesci, crostacei e ingredienti premium attraverso lavorazioni essenziali e precise.

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