Libri. Il Viaggio al termine della città con “Napoli Periferia” di Carmine Zamprotta

Il libro “Napoli Periferia Viaggio al termine della città” è un’inchiesta        attualissima  che miscela la denuncia e la proposta attraverso uno stile                limpido e un eccellente telaio di documenti.

Nel percorso affrontato nel testo, ci si confronta con quello che dovrebbe essere il futuro delle periferie, oltre al ruolo di questi non luoghi sparsi nel mondo, dove milioni di persone sopravvivono in condizioni al limite di ogni forma di civiltà.

L’autore ripercorre le sue esperienze nelle periferie italiane, evidenziando la decadenza di numerose moderne metropoli, e riportando alla luce luoghi sconosciuti a gran parte dei cittadini.

Uno spazio è dedicato a quelle periferie bisognose di una radicale riqualificazione del territorio, per abbattere l’indifferenza ed il degrado che le circonda, poiché le istituzioni sono ancora in ritardo nell’attuazione di questi attesi progetti, e l’Italia rischia di trasformarsi in una nazione periferica.

Basti pensare alle condizioni di San Siro e Gorla a Milano o al boschetto di Rogoredo, a Pellaro e San Gregorio a Reggio Calabria, al quartiere San Paolo di Bari, o allo Zen di Palermo, senza dimenticare le periferie Sabaude e i luoghi di marginalità che si riscontrano ad Argingrosso a Firenze o al Pilastro di Bologna. Ma anche la Capitale non è immune a questo fenomeno, in quanto le periferie romane si stanno trasformando in una bomba ad orologeria.

Uno spazio è dedicato a Napoli, una città in crisi nonostante la mole di turisti che  è quotidianamente presente: basta fermarsi all’esterno delle mense della Caritas dove le fila di allungano quotidianamente.

Una particolare attenzione è rivolta al quartiere Scampia ed alla sua storia incompresa, alla ben nota tragedia delle Vele, con un chiaro riferimento alle precedenti visite di importanti personalità, come l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga e l’apologetica visita di Giovanni paolo II°.

Particolare attenzione è rivolta a quello che sarà il futuro delle periferie nel  mondo e nel nostro paese, e convincente risulta l’appendice finale a più voci  del libro, un vademecum di soluzioni per ripensare i “margini”                              delle nostre metropoli.

Fondamentale resta la prefazione di don Aniello Manganiello, prete anticamorra da anni impegnato nell’estrema periferia partenopea che scrive: ”Custodire l’umanità dovrebbe costituire  l’aspirazione di ciascun uomo  a impegnarsi per dare corpo ad una umanità riscattata che spinge verso le periferie esistenziali del mondo moderno, dove ogni persona sperimenta la gioia, la sofferenza del vivere, nella speranza operosa che l’uomo ritorni  al centro della riflessione operativa e della convivenza sociale. Il lavoro fatto da Carmine Zamprotta, sulla questione delle aree poste ai margini delle nostre metropoli, può essere una spinta a tornare ad occuparsi delle  nostre periferie.”

L’autore narra il lato oscuro delle città e ricostruisce attraverso il suo libro un palinsesto multiforme e mai scontato della nostra vita quotidiana, sospesa tra insensibilità e umanità profonda.

Da sociologo e giornalista, l’autore ci accompagna nelle storie di Napoli facendone scoprire, anche quando note al pubblico, risvolti e sfumature inedite, raccontate a distanza ravvicinata con l’accento accorato di chi vuole restituire una denuncia, ma anche una forma di amore profondo per Napoli e le sue contraddizioni.

Occorre un ritorno alle radici per poter capire il cammino da intraprendere e un’approfondita analisi di questi “non luoghi”, tutti simili, tutti con le stesse contraddizioni socio-economiche e sociali, dal Nord al Sud, senza alcuna distinzione.

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