Cresce a Bacoli il turismo, anche grazie a matrimoni di coppie straniere

“Il dato 2025 sul turismo a Bacoli è di rilievo: le presenze stanziali sono passate da 28mila a 45mila”.

Così l”imprenditore Roberto Laringe, presidente Federalberghi Campi Flegrei, in un incontro nel corso del quale ha anche evidenziato la “forte crescita dei matrimoni extraregionali e internazionali, in particolare di coppie francesi e tedesche che scelgono i Campi Flegrei”.

L”occasione per analizzare la situazione del comparto è stata la presentazione del nuovo progetto del Cala Moresca di Bacoli (Napoli) da parte di Laringe e di Alfredo Gisonno, che mira a mettere al centro il turismo, il territorio flegreo, le materie prime e il mare. Sono cambiate le tendenze in fatto di matrimoni. “C”è stato un capovolgimento – ha spiegato durante l”incontro Raffaella Mazzocchi, Wedding & Event Sales Manager – non c”è più la corsa alle date, ma si organizzano matrimoni ”last minute”. La tendenza è quella del ”matrimonio party”, si vuole fare festa, ballare e divertirsi, anche per più giorni di seguito. Registriamo la presenza di molti tedeschi ed è costante quella degli americani”.
I due imprenditori hanno illustrato il nuovo corso del ristorante “Enigma” della struttura alberghiera. Nelle cucine sono approdati gli chef Raffaele e Michele Barbato, fratelli e compagni di brigata, rispettivamente di 38 e 30 anni. I piatti proposti sono a base di pesce fresco nella logica della tradizione condita di creatività. Tra le novità, è stato evidenziato, “le cozze alla parmigiana e i ”salumi di mare” serviti affumicati con verdure fresche e salsine: salmone alla bietola rossa, ombrina al cavolo viola, ricciola al sentore di alghe marine, tonno alle erbette aromatiche”. In sala Michele Somma, Giuseppe Cannas, Mariangela Esposito. “Intercettiamo con la tradizione a tavola i gusti di una clientela raffinata locale giornaliera – ha messo in rilievo Gisonno – ma anche internazionale, con presenze straniere in hotel, anche legate ai matrimoni, in continua crescita”. “Quello che conta è l”autenticità – ribadisce Laringe – ”Enigma” è quasi un ossimoro: il nome richiama qualcosa di misterioso, ma la nostra idea di cucina è estremamente riconoscibile. La fine tecnica degli chef si ritrova nei piatti tradizionali presentati in modo creativo. Si valorizza il piatto senza snaturarlo”.

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