Bilancio ok per la terza edizione di “Beats of Pompeii”, 45mila presenze

Dal 24 giugno al 27 luglio, 15 concerti in cartellone e 3 eventi fuori programma hanno richiamato circa 45mila spettatori, con un incremento significativo rispetto alle passate edizioni: si è chiusa con un bilancio positivo la terza edizione di B.O.P.

– Beats of Pompeii, rassegna musicale che ha trasformato l’Anfiteatro del Parco Archeologico in un palcoscenico globale.

A certificare il successo internazionale della kermesse, rilevano gli organizzatori, “sono i dati sul pubblico: il 53% degli spettatori proveniva dall’estero, con oltre 20 nazionalità rappresentate, mentre il 31% è arrivato da fuori regione”. Il tutto con una ricaduta economica importante sul comparto dell’accoglienza turistica.
    “I numeri confermano il successo di una visione che unisce archeologia e musica in un’unica esperienza culturale – afferma il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – con oltre 45mila biglietti venduti e più di 2mila ingressi aggiuntivi alla mostra sui calchi delle vittime. La cultura, quando dialoga attraverso linguaggi diversi, riesce ad ampliare il pubblico e a creare nuove opportunità di conoscenza e partecipazione”. L’assessore alla Cultura della Regione, Onofrio Cutaia, sottolinea come “eventi di questo tipo siano fondamentali per avvicinare pubblici differenti e mostrare la vitalità della nostra storia.
    La bellezza non va soltanto tutelata e osservata: deve essere vissuta appieno ogni giorno. Come Regione, continueremo a investire in operazioni capaci di trasformare la cultura in un’esperienza condivisa e contemporanea”.
    Il sindaco di Pompei, Giuseppe Tortora, parla di “un dialogo naturale tra una storia millenaria che appartiene all’umanità e la musica contemporanea, restituendo l’immagine di una città capace di custodire la propria memoria e di vivere pienamente il presente. Il lavoro condiviso con il Parco Archeologico e con i partner coinvolti ha consentito a Pompei di accogliere migliaia di persone con la cura e la responsabilità che un luogo così importante richiede”. Per il direttore artistico Peppe Gomez, il segreto del successo è la “trasversalità”: “Mettere sullo stesso palco il metal estremo, il jazz raffinato, la canzone d’autore e la grande orchestra significa parlare a un pubblico senza confini di età e nazionalità. Offrire esclusive mondiali e produzioni irripetibili – dice – è la chiave per competere a livello globale”.

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