Carceri: Camere Penali a S.Maria Capua Vetere ‘sovraffollamento e pochi agenti’

Sovraffollamento nelle celle, polizia penitenziaria sottodimensionata, problemi in varie reparti.

Sono le criticità emerse durante la visita all’istituto casertano degli avvocati delle Camere Penali di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, presiedute rispettivamente da Alberto Martucci e Antonio Barbato.
    Una visita, cui ha preso parte anche il procuratore della Repubblica di Napoli Nord Domenico Airoma, realizzata nell’ambito della iniziativa “Ristretti in Agosto” promossa dall’Ucpi (Unione Camere Penali Italiane), volta a dedicare vicinanza ed attenzione al “mondo carcere” e a sensibilizzare l’opinione pubblica.
    In una nota congiunta, le due Camere Penali constatano che a fronte delle lodevoli iniziative intraprese dalla direzione del carcere affidata a Donatella Rotundo, dalla realizzazione della pasticceria interna alle sartorie nei reparti femminile e maschile, la struttura presenta delle criticità che necessitano attenzione e rimedi da parte delle istituzioni ministeriali.
    Al centro della visita le condizioni di vita difficili al carcere di Santa Maria Capua Vetere dove, su una capienza di circa 840 detenuti quelli presenti in struttura sono circa 1.060 in un momento in cui l’istituto sconta anche la chiusura di un padiglione per ristrutturazione.

In diversi reparti inoltre, alle prese con la forte calura estiva, i detenuti sono stipati fino a otto in una singola cella con la quasi impossibilità di muoversi al suo interno. Se le celle sono affollate, gli agenti invece sono sempre di meno, anche a causa dei pensionamenti, e ciò incide sull’efficienza del reparto sanitario, in quanto medici ed infermieri in servizio possono operare solo in condizioni di sicurezza per sé stessi e per i detenuti.
    A soffrire sono soprattutto quelli con problemi psichiatrici, nel cui reparto ce ne sono alcuni che pur avendo finito di scontare la pena sono da diversi mesi in attesa di essere collocati in una Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Sono poi emerse carenze relative alla giacenza dei rifiuti negli spazi aperti del carcere, il malfunzionamento degli ascensori-montacarichi per la distribuzione di cibi, bevande e altri generi tra i piani della struttura, la mancanza nelle sale per la socialità di oggetti, giochi e strumenti progettati per essere utilizzati in attività ricreative e di apprendimento. E infine è stata ravvisata la mancata previsione di sale per l’affettività dei detenuti.

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