Tu sei polvere di stelle!

L’apice delle Perseidi, le “lacrime di San Lorenzo” si verificherà nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2026, 
Il momento migliore per scrutare il cielo alla ricerca della propria “stella“, dall’Italia sarà dopo mezzanotte, sotto un cielo eccezionalmente buio grazie al fenomeno concomitante della Luna nuova.
L’osservazione potrebbe essere migliore soprattutto nelle ore che precedono l’alba, quando lo sciame meteorico raggiungerà il massimo.
A chi non è mai capitato di sentirsi fortunato dopo aver visto una stella cadente?
La prima cosa che si fa in questi casi è esprimere un desiderio: crederci o meno non importa, si tratta di un momento magico da sfruttare al massimo.
Ma da dove nasce questa tradizione?
L’origine va ricercata nella parola desiderio, probabilmente dal latino “de sidera“, che rimanderebbe, secondo quanto riportato nel Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI), al significato di “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale”.
Il filosofo Umberto Galimberti ha tuttavia proposto una variante nell’etimologia della parola, interpretando l’espressione latina come “stare sotto le stelle ed attendere”.
Quest’ultima ci rimanda al De bello Gallico di Giulio Cesare, in cui i “desiderantes” erano i soldati che, dopo aver combattuto durante il giorno, aspettavano sotto le stelle i compagni che ancora non erano tornati. 
Il desiderio era anche quello dei marinai di giungere sulla terra ferma, affidandosi proprio alle stelle e leggendo il cielo. 
A me personalmente piacciono molto queste ultime due interpretazioni le vedo molto di buon auspicio per gli uomini che combattono o che comunque lavorano lontano dai loro amori.
La stella cadente come guida la troviamo poi nella tradizione cristiana: è stata proprio la stella cometa a guidare i Magi verso Gesù Bambino.
Infine i ricercatori hanno appurato che dalle supernovae emergono quegli elementi chimici come ossigeno, silicio, fosforo, ferro, che sono i semi per la formazione dei pianeti ma, anche la materia prima degli organismi viventi. 
Per questo si dice che siamo «figli delle stelle», come canta Alan Sorrenti.
Infatti mi piace concludere con l’affermazione di uno scienziato Lawrence Maxwell Krauss, nato a New York nel 1954, è un fisico, astronomo e saggista statunitense, è stato docente e direttore di dipartimento in importanti università americane come Yale.
È celebre per la sua celebre frase sulla “polvere di stelle“, secondo cui gli atomi pesanti del nostro corpo si sono formati all’interno delle fornaci nucleari stellari ed sono stati dispersi dalle supernove. 
Come fisico e cosmologo ha studiato la massa mancante dell’universo e l’energia oscura ed ha spiegato la nascita dell’universo dal nulla tramite la meccanica quantistica, ed è noto anche per il suo famoso libro divulgativo: La fisica di Star Trek.
Una delle sue affermazioni è:
“Ogni atomo nel tuo corpo viene da una stella che è esplosa.E gli atomi nella tua mano sinistra vengono probabilmente da una stella differente da quella corrispondente alla tua mano destra.”
Che è la cosa più poetica della fisica che io conosca in pratica:
Tu sei polvere di stelle!
Buona riflessione.
Roberto Kudlicka

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