Concerti, laboratori e prove aperte per realizzare un singolare excursus temporale nel grande repertorio musicale classico: questi gli obiettivi del progetto “Musica Urbana” al via nell’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli a Napoli.
L’iniziativa, promossa dal Comune nell’ambito del progetto Napoli Città della Musica, realizza un racconto cronologico e stilistico articolato in sette concerti tematici e varie sessioni di laboratorio che ripercorrono i momenti chiave della storia musicale occidentale.
Si comincia con ‘Bach e la danza’, recital del celebre pianista iraniano Ramin Bahrami (sabato 26 settembre) seguito dal percorso sul ‘Barocco Italiano’ ideato dal Maestro Antonio Florio per l’ensemble Scarlatti Lab, in scena il 10 ottobre con il solista Giacomo Lapegna al fagotto. Il progetto nasce dalla convergenza di intenti tra l’Associazione Maggio della Musica e l’Associazione Alessandro Scarlatti dirette rispettivamente da Stefano Valanzuolo e Tommaso Rossi.
“Musica Urbana – sottolinea Stefano Valanzuolo – sceglie di puntare sulla forza autentica e accessibile della grande musica, offrendo al pubblico gli strumenti per un ascolto consapevole del repertorio classico e guidandolo attraverso le sue epoche fondative e i suoi grandi maestri’. Dalle architetture di Bach e del Barocco si passerà al Classicismo di Haydn, Mozart e Beethoven, fino al Romanticismo pianistico, al Novecento americano e alle sonorità dell’Europa orientale.
Annunciati i concerti ‘Mozart e Papà Haydn’ dell’ensemble albanese Musica Nova A Quattro, il ‘Classicismo Viennese: Beethoven e Schubert’ del Trio Hermes, ‘Il Pianoforte Romantico’ della pianista Sara Amoresano, ‘Vento dell’Est’ con il Trio Liszt e, in chiusura, ‘American Suite’ del pianista Andrea Rebaudengo, tutti introdotti da proiezioni di video brevi di Anita Pesce dedicati ai diversi compositori in programma. “La scelta dell’Auditorium di Bagnoli come sede della rassegna – conclude Tommaso Rossi – mira a decentrare l’offerta culturale cittadina, contribuendo al rilancio sociale degli spazi urbani e alla creazione di nuove comunità di ascolto”.
