“Era maggio.
Tremò Bacoli, con tanti danni.
E fummo costretti a chiudere una scuola. Accoglieva 250 bambini, tra infanzia e primaria. Quella di Bellavista. Il governo nazionale promise subito lavori strutturali per milioni e milioni di euro. Opere per diminuire la vulnerabilità sismica dell”edificio didattico, tra i più grandi e importanti della nostra città. Interventi annunciati già nei mesi precedenti.
Cantieri che, si diceva, fossero pronti per partire. Convocammo anche i presidi. Eravamo, e siamo tutt”ora, nel pieno di una crisi bradisismica. La più importante degli ultimi 40 anni.
Bene. Sono passati 4 mesi. Più di quattro mesi da quel 21 maggio che tanta paura causò in decine di migliaia di persone.
Risultati? Zero”. Lo dice il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione “Da Roma, il nulla. Non solo non sono partiti i cantieri. Non solo non c”è un progetto. Non solo non c”è ancora neanche la ditta che deve fare i lavori o il progettista che li deve progettare. Ma, arrivati ad ottobre, non c”è neanche la formalizzazione del finanziamento. Si, avete letto bene. Quello che era pronto già a maggio. Quello che promisero già da inizio anno. Ci sarebbe da restare senza parole. Ma noi, nel rispetto della comunità che rappresentiamo, abbiamo fino ad ora agito. In silenzio, senza polemiche. Abbiamo investito 150.000 euro di fondi comunali per realizzare 14 nuove aule capaci di accogliere i nostri bambini. Soldi che ci dovevano essere rimborsati. Ma che nessuno ci rimborserà più: perché il finanziamento per i lavori alle scuole di Bacoli, dato per certo, ad inizio ottobre non è stato ancora formalizzato. Abbiamo lavorato, senza sosta.
in piena estate. Abbiamo sollecitato le ditte operanti anche ad agosto. No stop. E ci siamo riusciti. Assicurando a 250 figli di Bacoli una scuola. Evitando i doppi turni per centinaia di famiglie. Ed assicurando un servizio navetta comunale con il quale accompagniamo i piccoli fino in classe”, dice ancora il sindaco.
“Per ridurre i disagi al minimo. Lo ripeto. Abbiamo taciuto.
Ma ora non se ne può più. Non si può accettare questa lentezza.
Non si può confondere il rispetto istituzionale con l”accettazione dell”inerzia. Per questo motivo, ho preso una decisione: invieremo richiesta formale affinché il Comune di Bacoli diventi soggetto attuatore di questi lavori necessari, fondamentali. Facciamo noi il progetto, facciamo noi le opere strutturali, facciamo noi il collaudo. Stanziate i fondi e dateci la possibilità di agire. Siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità. Ma non si può restare fermi. E non tacerò.
Anzi. – aggiunge – Non taceremo. Perché bisogna avere rispetto per il nostro territorio. Basta. Per questo, per i 6000 sfollati puteolani ancora senza certezze, per i lavori annunciati e mai iniziati, per gli emendamenti bocciati, per il personale dei municipi a rischio, e per tanti altri motivi, insieme a tanti cittadini, giovedì sarò a Roma a difesa dei Campi Flegrei.
Insieme a tanti colleghi sindaci ed amministratori. Insieme a consiglieri regionali, deputati e senatori. Ho accettato l”invito dei comitati. Anche da Bacoli, partiranno pullman gratuiti con cui raggiungeremo la capitale. Tutti possono aderire. Per un corteo pacifico, democratico. Ma in cui saremo determinati a dire una cosa: i Campi Flegrei non resteranno in ginocchio. Insieme, siamo più forti. Un passo alla volta”.
