Una nuova realtà culturale e sociale si affaccia nel panorama dei “saperi di Puglia”: il prossimo sabato, 10 ottobre, presso il chiostro della Basilica della Madonna dei Martiri a Molfetta, alle ore 18,30, si terrà a battesimo la nuova CIP, Casa Internazionale della Poesia “L’Ora Blu”, ideata e nata dall’incontro di idee, passioni e vocazioni di due intellettuali molfettesi particolarmente attivi nel territorio. La poetessa Marta Maria Camporeale (Presidente dell’APS L’Ora Blu) e il poeta e critico letterario Vito Davoli (Presidente dell’APS Verso Levante e coordinatore di Pubblicazioni Letterariae) danno vita a questa nuova esperienza concepita come estensione e sotto l’ala dell’APS L’Ora Blu da cui prende il nome, per proseguire il percorso fin qui portato avanti e disegnare e ampliare ulteriormente gli orizzonti culturali aprendoli a una dimensione internazionale.
«Non crediamo nei confini, men che meno in quelli “da difendere” – dichiara Vito Davoli – e pertanto preferiamo “mischiarci”, condividere, prendere e, se possibile, offrire quanto c’é di ???????????, di bello e di buono, a qualunque latitudine, affinché al centro della riflessione prima culturale e letteraria e poi sociale e civile, torni l’uomo, l’essere umano in quanto tale con i suoi diritti, la sua dignità, le sue legittime aspirazioni e il suo naturale contesto di ambiente comunitario, solidale, formativo, culturale e valoriale e non le declinazioni forzate e fasulle a cui i linguaggi contemporanei tentano di abituarci compromettendo la capacità di osservazione della realtà e annichilendo la possibilità di analisi critica ed eventualmente anche di libera espressione o perfino di dissenso».
Da qui, probabilmente, il simpatico acronimo CIP: «Al consumo veloce, all’esternazione improvvisa e spesso improvvida, alla superficialità delle parole affidate ai moderni tweet – prosegue Davoli – noi opponiamo un più riflessivo cip, un canto di pace, lento a “lievitare”, teso alla riflessione profonda – per dirla con Alex Langer – in un ambiente naturale di serenità e condivisione».
Pur non essendo stato, ad oggi, ancora ufficializzato un programma di eventi – parte dei quali saranno annunciati durante la serata inaugurale –, è possibile intuire la ricchezza degli ambiti d’azione e gli ambiziosi obiettivi di indubbio spessore culturale e formativo, già dal parterre degli ospiti che il prossimo sabato presenzieranno all’evento inaugurale: dai sindaci dei Comuni di Molfetta e Bisceglie, Manuel Minervini e Angelantonio Angarano (a proposito di abbattimento dei confini, a partire da quelli più prossimi, in un’ottica di aperta cooperazione territoriale) oltre che dei rispettivi assessori alle Pari Opportunità e Politiche di Genere, De Laurentiis e Rigante, anche l’Assessore alla Cultura di Molfetta Corrado Minervini e il Presidente della III Commissione Sanità e Socialità della Regione Puglia Felice Spaccavento, insieme al Garante Regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità Antonio Giampietro. Senza considerare il tradizionale attaccamento dei molfettesi ai luoghi del cuore, identitari per eccellenza, nei quali un’intera comunità si riflette: il porto, il molo, il faro… a rappresentare i quali il Capitano di Fregata Maria Lucia Coli, Comandante della Capitaneria di Porto di Molfetta.
Alla serata parteciperanno anche i rappresentanti di alcune realtà partner culturali a sostegno dell’iniziativa: l’IISF Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli – che ha anche patrocinato l’evento – nelle persone della filosofa e scrittrice Ester Basile e dell’archivista Maria Rosaria Rubulotta; Stefano Di Donno, vicepresidente della Casa della poesia di Como; Sergio Silvestris, Presidente emerito di Libri nel Borgo Antico e Benito D’Agnano, referente del Cenacolo poetico “Giovanni Pascoli” di Mesagne (BR).
Dunque Cultura declinata accanto ai Diritti, l’Ambiente, l’Inclusività, le Pari Opportunità, la Cooperazione e la Solidarietà Sociale… e allora perché proprio la Poesia? «Perché è bene comune» dichiara Marta Maria Camporeale aggiungendo che «La poesia è libera e anarchica, risponde alle leggi dell’animo umano e sa parlare con chiarezza ai temi civili e sociali. Per questa ragione CIP si propone come presidio di libertà, democrazia e dialogo intendendo contrastare solitudine, paura e divisioni attraverso la forza della parola condivisa, creando una nuova comunione sociale fondata sull’ascolto e sulla bellezza dell’arte tutta». Più sinteticamente Vito Davoli si affida a due brevi citazioni «per me particolarmente efficaci»: Jean Cocteau scriveva che «anche se non saprei dire per cosa, so che la poesia è indispensabile» e Seamus Heaney precisa: «La poesia offre una forma di giustizia immaginativa: non cambia il mondo, ma cambia il modo in cui lo abitiamo».
La Casa Internazionale della Poesia pianterà anche i semi di una nuova biblioteca, soprattutto di poesia, aperta a chiunque voglia fruirne o arricchirla, dedicata a Giulio Binetti e Pasquale Gallo, attivi, generosi e compianti soci ma soprattutto amici dell’APS L’Ora Blu recentemente e prematuramente scomparsi: «figure – come si legge nel comunicato ufficiale – che hanno contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura e della socialità nel territorio».
Con la nascita della Casa Internazionale della Poesia, si punta a consolidare un progetto concepito da tempo, ora anche sul piano istituzionale, chiedendo il sostegno della Regione Puglia per inserire stabilmente la struttura nella rete dei principali poli culturali italiani dedicati alla poesia. L’evento gode, infatti, del patrocinio gratuito della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e alla Conoscenza, del Comune di Molfetta – Assessorato alla Cultura, oltre che dell’IISF Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dell’APS Verso Levante e della testata letteraria proprietaria La Calce & il Dado, della Basilica Pontificia Madonna dei Martiri e del litblog Pubblicazioni Letterariae.
L’ambizione è quella di creare a Molfetta uno spazio capace di accogliere poeti, studiosi e personalità di rilievo internazionale per dare, attraverso la Poesia, ampio respiro alla Cultura come elemento di formazione e come «recupero di un modo dignitoso di stare al mondo».
