Tante difficoltà e molti dubbi.
Massimiliano Allegri, a causa della raffica di infortuni che hanno ridotto notevolmente il numero dei giocatori a sua disposizione, deve cercare di trovare la soluzione giusta per affrontare il Frosinone, la squadra rivelazione di questo inizio di stagione, nella sfida di sabato sera al Maradona.
Negli ultimi giorni, qualche buona notizia è arrivata, come ad esempio il ritorno in gruppo di McTominay che ha superato le visite mediche e ha ricevuto l’idoneità sportiva dopo l’intervento al cuore subito a Manchester per l’ablazione cardiaca correttiva di una aritmia benigna.
Al tempo stesso il tecnico, sempre nelle ultime ore, ha saputo di poter contare nella sfida contro la squadra di Alvini su Spinazzola e Meret, che pure erano in dubbio per i postumi di un infortuni che li avevano bloccati prima della sosta per gli impegni delle nazionali.
Tutta da scoprire, invece, è la tattica alla quale si affiderà l’allenatore del Napoli.
Fino ad ora Allegri ha sempre utilizzato il 4-3-3 ma si tratta di un modulo che diventa difficile da applicare proprio per la concomitante assenza di tanti titolari. Non è dunque da escludere che il Napoli contro il Frosinone possa schierarsi con un assetto tattico diverso. È possibile che l’allenatore scelga di optare per il 4-2-3-1 oppure per il 3-4-2-1.
La necessità che il tecnico livornese aveva già evidenziato prima della sosta del campionato era quella, da un lato di migliorare la tenuta della difesa che in questa prima fase della stagione ha subito troppi gol e dall’altro di assistere in maniera più continua l’unico attaccante, Hojlund che troppo spesso è rimasto isolato nell’area di rigore avversaria, in mezzo a un nugolo di difensori.
Una certezza per Allegri è rappresentata dalla utilizzazione di De Bruyne, tornato a Napoli dopo delle prestazioni estremamente convincenti con la nazionale belga. Sarà affidato proprio a lui il compito di inventare soluzioni per mettere Hojlund nelle condizioni migliori per incidere nel gioco d’attacco.
L’allenatore è chiamato infine a decidere anche chi fra Meret e Milinkovic-Savic dovrà difendere la porta. Il primo è stato sempre considerato il titolare ma le prestazioni del serbo, quando è stato chiamato a sostituire Meret, sono state costantemente al di sopra della sufficienza.
