Si è chiusa senza problemi di ordine pubblico e con l”applauso dei manifestanti alle forze dell”ordine che hanno scelto di allentare il cordone di sicurezza come gesto distensivo dinanzi alla richiesta di togliersi i caschi una volta finito il corteo, la manifestazione contro il carovita che si è tenuta nel pomeriggio a Napoli.
Una iniziativa alimentata dal tam tam sui social cui ha preso parte una realtà molto variegata: studenti, centri sociali, disoccupati, neo borbonici, ma anche rappresentanti del ceto medio che hanno espresso il proprio disagio per il carovita in modo assolutamente pacifico, nonostante le premesse non fossero le migliori dopo le perquisizioni di ieri a carico di sette soggetti e gli inviti social alla guerriglia contro le forze dell”ordine che avevano destato preoccupazione per oggi.
Alla fine circa seicento i partecipanti stimati dalle forze dell”ordine che prima della partenza del corteo da piazza Garibaldi hanno provveduto all”identificazione di diversi giovani che indossavano felpe nere con cappuccio: tra loro alcuni minori privi di documenti sono stati portati in Questura.
Un solo momento di tensione al passaggio del corteo in via Depretis, all”altezza del palazzo della compagnia di crociera Msc presidiato da un cordone di sicurezza. Il tentativo della Digos di fermare un giovane sospetto con zainetto ha generato la fuga di quest”ultimo e il successivo parapiglia. Ma tutto si è concluso nel giro di pochi secondi anche grazie alla collaborazione degli organizzatori: dalla pancia del corteo più volte è arrivato l”invito a chi indossava il cappuccio a scoprirsi il capo per non alimentare possibili tensioni o scontri. Due i petardi esplosi – uno ha sfiorato un poliziotto – accompagnati da un coro di riprovazione (“Scemo, scemo”). Quasi tutti dedicati al Governo e alla premier i cori intonati (“Giorgia Meloni vattene” il più ricorrente) assieme alla richiesta di dimissioni della premier. Tanti i cartelli (”La frutta aumenta, mangeremo Meloni”, recita uno).
C”era grande preoccupazione per un effetto Milano, ma le vie delle boutique del lusso non sono state battute dai manifestanti (per precauzione varie griffes avevano comunque provveduto a blindare le loro vetrine). “Abbiamo dato una lezione all”Italia – dice alla fine uno dei leader della protesta, Gigi Lista – chi si aspettava una manifestazione violenta stile Milano è rimasto deluso. Abbiamo solidarizzato con autotrasportatori e agricoltori e detto che così non possiamo più andare avanti.
Tutto aumenta tranne i nostri stipendi, al Governo chiediamo dignità”. Niente ”maranza” alla napoletana insomma, neanche a piazza del Plebiscito, uno dei luoghi indicati alla vigilia come punto di ritrovo dei partecipanti, che è andato pressocché deserto. Ingente la presenza delle forze dell”ordine con quattro blindati e i militari dell”esercito: ma qui non si vede nessuno.
In compenso tra turisti e ”mamme vulcaniche” spunta il sindaco di Benevento Clemente Mastella, di passaggio a Napoli per motivi personali. I turisti che lo riconoscono gli chiedono una foto, lui si ferma per una battuta con i cronisti: “Questa protesta – dice – mi ricorda il Maggio francese del ”68 e sapete poi chi vinse? La destra di De Gaulle. Il centrosinistra è troppo diviso, di questo passo finisce che rivince Meloni. Io – ironizza – mi candiderò alle primarie del Campo Largo in quota anziani”.
