C’è una decima persona indagata per la violenta rissa tra giovanissimi scoppiata nei pressi del centro commerciale Maximall Pompeii nel maggio del 2025.
Lo scorso 5 ottobre sette persone sono finite in carcere e due ai domiciliari: ora è stata arrestata anche una decima persona che era riuscita a sfuggire ed è Valentino Gionta junior, nipote dello storico boss di Torre Annunziata.
I reati dei quali sono accusati i dieci indagati – rissa, rapina, violenza privata, pubblica intimidazione con l’uso di armi, detenzione e porto di armi da sparo aggravati dalla modalità mafiosa – sono da inquadrare nel violento contrasto, a Torre Annunziata, tra il clan Gionta e quello denominato IV Sistema attivo nel rione Penniniello.
La rissa ebbe anche degli strascichi, in particolare attraverso delle estorsioni, commesse con lo scopo di affermare la supremazia sul territorio.
Gionta è stata trovato in un vano ricavato all’interno dell sua abitazione alla quale si accedeva pasando per una botola, occultata da un sofisticato sistema di apertura attivabile mediante un telecomando.
Il Coisp (Coordinamento Indipendente Sindacato di Polizia) esprime “il proprio profondo compiacimento e il più vivo plauso per l’importante operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’arresto del latitante Valentino Gionta, nipote del superboss del clan”. “Assicurare alla giustizia soggetti di tale caratura criminale, capaci di nascondersi dietro sofisticati sistemi di occultamento, dimostra che lo Stato non fa un solo passo indietro”, sottolinea Giuseppe Raimondi, segretario nazionale Coisp e referente per la Campania e la Basilicata.
