Poliziotto ucciso 40 anni fa, condanna definitiva per uno dei rapinatori

E’ diventata definitiva la condanna a 30 anni di reclusione inflitta dalla Corte di Appello di Napoli a Salvatore Allard, coinvolto nella morte di Domenico Attianese, il poliziotto ucciso nel quartiere Pianura di Napoli il 6 dicembre 1986, quasi 40 anni fa, mentre tentava di sventare una rapina alla gioielleria Romanelli.
    La prima sezione della Corte di Cassazione, infatti, ha il ricorso presentato dai legali di Allard.

Per la stessa vicenda è stato condannato in secondo grado il 10 dicembre del 2025, a trent’anni di reclusione, anche Giovanni Rendina che ha impugnato al sentenza.

La Corte di Appello partenopea confermò le condanne in primo grado del tribunale di Napoli che accolse le richieste formulate dal pm antimafia Maurizio De Marco.
    Il 6 dicembre 1986 Attianese, che non era in servizio, avvertito dalla figlia intervenne per sventare il colpo in gioielleria. Le indagini su quello che era ormai un cold-case, scattarono grazie a nuove tecniche investigative che consentirono di rilevare un’impronta su un portagioie trovato in un borsone nel quale i banditi avevano riposto parte del bottino. Un’impronta ritenuta riconducibile proprio al dito anulare della mano destra di Allard che per gli investigatori fu colui che esplose il colpo mortale alla nuca di Attianese, partito durante una colluttazione.

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