di Mario Zaccaria) Juventus-Napoli è per Massimiliano Allegri la partita del cuore, forse ancor più di quanto non lo sia per Luciano Spalletti.
L’allenatore dei partenopei ne è consapevole e non lo nasconde.
“Ho passato dieci anni, cioè il 50 per cento della mia carriera in serie A, a Torino, la città dove vive anche mio figlio” dice il tecnico. Ma il Napoli ha bisogno di punti e allora non c’è spazio per i sentimentalismi.
“Sicuramente sarà una partita bella. E’ uno scontro diretto tra due squadre che in questo momento sono indietro in classifica – osserva il tecnico livornese -. L’insidia più grande per noi è pensare che la Juventus sia praticamente alle corde, una squadra morta, come ho sentito dire a livello mediatico. Ma la Juventus difficilmente muore. Noi dovremo essere bravi perché è una squadra forte, ha un allenatore molto bravo e in questi momenti di difficoltà di solito le squadre si compattano, ecco perché per noi domani sarà una partita molto difficile. Ci vorrà una grande prestazione tecnica e fisica e anche un pizzico di buona sorte, perché quello nelle partite di calcio serve sempre”.
“Nelle ultime quattro partite – dice Allegri analizzando il momento della sua squadra – abbiamo segnato diversi gol, però non scordiamoci che abbiamo concesso anche parecchio, quindi sicuramente alcune situazioni di partita vanno migliorate sia in fase di possesso che in fase di non possesso”.
“Tutti i giorni – aggiunge – lavoriamo per cercare di migliorare. In questo momento serve equilibrio. E’ inutile parlare, fare i proclami. Bisogna solamente stare zitti e lavorare. Bisogna sistemare la classifica e non sarà facile, perché domani abbiamo uno scontro diretto contro una squadra come la Juventus che è stata allestita per lottare nelle prime quattro posizioni e ha gli stessi punti nostri. Troveremo una squadra sicuramente ferita, arrabbiata e che non è assolutamente come la stanno dipingendo”.
Come al solito ci sono problemi di formazione, anche se Allegri minimizza. “Rrahmani – spiega – ha avuto l’influenza e vediamo come sta. Poiché abbiamo la partita di Champions mercoledì, se sta bene gioca, altrimenti andrà in campo uno tra Marianucci e Beukema. Anche Anguissa è stato attaccato da questo virus influenzale che è in giro e che ogni tanto ne ‘ammazza’ qualcuno. Abbiamo perso Lobotka che è un giocatore importante.
Dopo la sosta recupereremo Spinazzola, Neres e Favasuli, mentre credo che Alisson sia ancora un po’ indietro. Nella posizione di Lobotka, può giocare De Bruyne o Gilmour, che comunque è il sostituto naturale. Ma ci saranno delle partite in cui magari giocheremo solo con due mediani e toglieremo quello che gioca in mezzo”. “È difficile dire cosa ci manca. Bisogna continuare a lavorare per migliorare le due fasi. Credo che questa squadra, visto che ha un ottimo tasso tecnico, deve migliorare nella gestione della palla, soprattutto quando siamo in vantaggio”.
Le partite con la Juventus hanno sempre un gusto un po’ particolare per i tifosi del Napoli che le attendono con particolare interesse. “Ho avvertito – conferma Allegri – che per i tifosi del Napoli quella di domani è una sfida particolare e li capisco. Però credo che per una squadra che da 15 anni lotta per i primi quattro posti, sia non si può ridurre tutto a una sola partita. Io credo che l’obiettivo del Napoli sia quello di arrivare in fondo e cercare di essere fra le prime quattro.
Non sarà facile, perché ci sono delle squadre ben attrezzate con lo stesso obiettivo. Passare il turno di Champions e rimanere dentro la Coppa Italia sono altri traguardi cui puntare. Allora sì che il Napoli potrà allora dire aver fatto una buona stagione. Ma se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto, credo che non si sia fatto un passo in avanti. E credo che per la società e per i tifosi ridursi a questo non vada bene”.
