Riflettevo sulla lettera che è stata inviata e recapitata ad Angelo De Simone, il primo dirigente della Polizia di Stato del commissariato Garibaldi-Venezia di Milano rimasto ferito alla testa da un sampietrino lanciato da alcuni manifestanti durante gli scontri avvenuti il 17 ottobre.
Angelo De Simone, 55 anni, seppur colpito alla fronte, ha continuato a dirigere l’ordine pubblico, ci sono immagini che hanno avuto una altissima diffusione su media e social.che lo immortalano mentre si tampona la vistosa ferita e, con il sangue che cola coprendo volto e occhiali, non smette di monitorare la situazione e di parlare con i suoi agenti.
Per valutare meglio la Persona De Simone ha alle spalle già 20 anni di lavoro e di gestione dell’ordine pubblico in quartieri come Garibaldi-Venezia, Quarto Oggiaro, Scalo-Romana e Greco-Turro; e ovunque ha lasciato la sua impronta perché ha saputo fare rete tra i singoli cittadini, le associazioni e le istituzioni.
La sera del 17 è rimasto in servizio fino a tarda ora ed è tornato in piazza anche il giorno successivo, quando nel centro di Milano si sono verificati nuovi disordini.
Una vicenda che ha visto decine di attestati di stima e solidarietà arrivati via mail e di persona al commissariato e alla polizia tutta.
Ma insieme ai ringraziamenti per il lavoro svolto, al commissariato di via Schiapparelli è arrivato anche ben altro, espressione di certo, come si è pronti ad affermare, di una posizione minoritaria ma, a mio parere, non così marginale come si potrebbe immaginare e auspicare.
La missiva, scritta al computer ma firmata a penna, anche se in forma illeggibile, è stata spedita in una busta compilata a mano e regolarmente affrancata.
Avevo scritto non molti giorni fa relativamente al post del postdottorando dell’università di Bologna, sempre sul tema agenti della Polizia di Stato e il loro lavoro, che non c’è mai limite al peggio, e infatti ci siamo riusciti, e anche alla grande!
Una lettera a dir poco ignobile, vergognosa, inumana, infame, turpe, abbietta, degradante, miserabile, meschina, vile, spregevole.obbrobriosa, barbara, feroce, efferata, ecc., a mio parere, potremmo aggiungere tutti i più biechi sinonimi presenti sulla Treccani.
Piena di minacce, insulti, offese, oltraggi anche in generale per tutta la categoria degli agenti di Polizia di Stato.
La lettera è datata martedì 20 ottobre ed è arrivata al commissariato Garibaldi-Venezia di via Schiaparelli a Milano.
Riporto solo alcuni frammenti della lettera giusto per cercare, inutilmente per me, i motivi, il significato, lo scopo, di quanto scritto dal, al momento anonimo e spero non lo rimanga per molto, “soggetto“, anche in questo caso ci sarebbero altri termini di similitudine ma, preferisco non infierire, un simile individuo si qualifica da sé, e spero fervidamente che questa volta, nessuno, giudici compresi, possa giustificare come frutto del “disagio sociale“.
La lettera comincia con : “Egregio Dott. De Simone ……un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l’abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti”. Dopo alcuni riferimenti al G8 di Genova del 2001, l’autore della lettera non si è risparmiato nemmeno nei confronti degli altri agenti di polizia e ha continuato nel testo:
“Qualcuno ha scritto che il lavoro da poliziotto è da figlio di puttana, (il postdottorando dell’università di Bologna su cui avevo espresso il mio triste pensiero) troppo poco; il lavoro da sbirro è un lavoro da persona mentalmente bacata, che ha venduto l’anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno…Siete delle merde, Lei è una merda. Auguro tutto il male possibile a Lei e ai suoi uomini. Con i sanpietrini che hanno tirato hanno fatto bene, anzi dovevano essere più grossi”.
Infine ha concluso la sua in perfetto uso della lingua italiana con:
“con tutto il risentimento, il rancore e l’odio possibile auguro a Lei ed ai suoi uomini di crepare tra i peggiori tormenti”.
Le indagini per risalire all’autore delle minacce sono ancora in corso.
In ho nulla da aggiungere e commentare, siamo scesi veramente in basso, non si può definire a livello di bestie, perché sarebbe un offesa grave nei loro confronti, sicuramente gli animali sono molto più su!
Buona riflessione.Roberto Kudlicka
