Malori, morti improvvise: è un bollettino di guerra

Avete mai letto, prima d’oggi, che negli anni trascorsi, nel giorno di Ferragosto, in Italia fossero decedute trenta persone, di età compresa tra 18 e 60 anni, a causa di malori improvvisi? Noi un dato così elevato di morti non ce lo ricordiamo. Ma se qualcuno è documentato e ricorda un  numero così impressionante a causa di “malori improvvisi” nella storia dell’umanità, ci contatti e ci informi. 

Per la maggior parte delle testate giornalistiche, filo-governative, però,  la causa “accertata” di tutto questo, è il caldo dovuto alle “alte” temperature stagionali, e sarebbero anche il movente più volte espresso, dal “ministro della malattia” Speranza. Lo stesso Speranza che aveva imposto la “Tachipirina e vigile attesa” per “combattere” i primi sintomi del Covid-19.

Così come, per rendere meno preoccupante la gravità di quanto stia accadendo attorno a noi, la maggior parte dei nostri colleghi, riportando il dato statistico del numero dei malori  registrati, scrivono «appena un caso per ogni cento vaccini». Come dire: l’uno per cento. Ma i nostri colleghi dimenticano che ogni cittadino italiano si è sottoposto alla somministrazione del siero per  tre, e alcuni anche  per quattro volte fino ad oggi.  E che, quindi, la stampa governativa dovrebbe essere più esplicita non mascherando il dato o rendendolo meno preoccupante: «Un caso di malore improvviso per ogni 100 vaccini, quindi ogni 33 persone». 

Il collega giornalista de “La Gazzetta dell’Emilia” che, come noi, si pone un interrogativo riporta anche un dato: che per ictus, infarti, miocarditi, pericarditi, e ancora malori, in un anno sono deceduti 789 atleti giovani e giovanissimi per i quali spesso si è detto che forse, potevano avere patologie congenite non conosciute.

Le “morti improvvise” sono raccontante nell’antologia della medicina, ma queste così elevate dell’ultimo anno, ci sono sembrate quanto meno preoccupanti e sulle quali cause effettive, si dovrebbe indagare a fondo.

«Ed è di qualche giorno fa -scrive su “La Gazzetta dell’Emilia Andrea Caldart- la notizia del magistrato di Siracusa che riconosce che, ad un giovane militare è stato fatale il mix tra malattia e iniezione del siero; tra l’altro, secondo la perizia, il giovane era asintomatico e il giudice ha riconosciuto la correlazione tra l’inoculazione e il decesso.

Ma davvero si farà e si starà facendo tutto il meglio per la salute dei cittadini?

Da questi studi, dalle sentenze e dai dati che emergono sempre più frequenti sulla stampa scientifica accreditata, sembra davvero che sia il contrario di quanto invece, quotidianamente i media di regime “bombardano”. Ma la verità ormai sta emergendo perché troppe sono le persone che, oltre a non esserci più, ed altre, a milioni, che purtroppo porteranno i segni a vita di quella che più che una pandemia, sembra assumere i contorni di una sperimentazione di massa».

MAURIZIO RANA

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