Ministro ungherese: “Bruxelles non aiuta nella lotta contro l’inflazione”

Invece di un approccio ragionevole, l’Unione Euopea starebbe ancora spingendo sulle sanzioni, causando disagi per i paesi membri. E’ quanto sostenuto dal ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó che ha dichiarato che il suo governo non accetterà misure che minacciano la sicurezza energetica dell’Ungheria.

«Con la presentazione del decimo pacchetto di sanzioni della Commissione europea, Bruxelles ha dimostrato ancora una volta di non fornire alcun aiuto nella lotta contro l’inflazione», ha dichiarato Szijjártó. «Ancora una volta, Bruxelles si limita a proporre sanzioni, anche se è già stato dimostrato che non funzionano» – ha ribadito.

«Nove volte hanno provato, nove volte hanno fallito. Penso che una conclusione ragionevole dovrebbe essere che non ci riproveremo, ma sfortunatamente Bruxelles non sta adottando un approccio ragionevole», ha aggiunto il ministro ungherese. Secondo il ministro, i rappresentanti di alcuni Stati membri hanno avanzato diverse proposte che metterebbero seriamente in pericolo la sicurezza energetica dell’Ungheria.

Alcuni di essi hanno chiesto l’impossibilità di trasportare petrolio attraverso l’oleodotto dell’Amicizia (Druzhba) e severe restrizioni alla cooperazione nucleare con la Russia. «Queste misure farebbero pagare ancora una volta il prezzo della guerra al popolo ungherese» e quindi il governo farebbe di tutto per prevenirli, ha sottolineato. «Naturalmente, respingiamo le proposte di restrizioni sia sulle forniture di petrolio che sulla cooperazione nucleare, e faremo del nostro meglio per garantire che non facciano parte del prossimo pacchetto di sanzioni», ha aggiunto Szijjártó.

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