Il Milan di Berlusconi negli anni 80/90 è stato il più acerrimo avversario del Napoli di Maradona, eppure in una partita casalinga che valeva uno scudetto, i tifosi degli azzurri (c’ero anch’io) non mancarono di applaudire la superiorità dei rossoneri nell’allora San Paolo, e questo il Cavaliere non lo ha mai dimenticato.
Peccato che – nell’attuale triste rabbia e odio da social – i milanisti di questi tempi, invece, si sono persi l’occasione di “restituire” quello sportivo e signorile gesto…
Ma Berlusconi non lo ha mai dimenticato ed ha avuto sempre parole di elogio per Napoli, il Napoli ed i napoletani: ed i tifosi degli azzurri hanno affisso, contemporaneamente alla triste ed inopportuna vignetta di Vauro, uno striscione di stima e rispetto che sembra fatto apposta per rimarcare le distanze da un toscano che invece usa le sue vignette solo per mantenere in vita un’ideologia morta come – probabilmente – anche il “compagno” Senesi lo è dentro.
Una delle migliori e più fotografiche freddure dell’indimenticabile Alighiero Noschese, napoletano che era il re delle imitazioni fatte con gusto e classe autentici, sottolineava come “…i comunisti sono seri anche quando ridono…”, proprio a segnalare come l’ironia fosse per loro solo il modo per distruggere un nemico politico (Stalin insegna).
Ma questo ci riporta al razzismo che negli stadi d’Italia ci costringe ad ascoltare ogni domenica il solito coro che recita “Noi non siamo napoletani…”.
E si vede tutto, aggiungiamo noi, con orgoglio fiero della nostra identità di popolo anche nel calcio…
Gino Giammarino
