Silvio Berlusconi e la Storia

La pretesa di scrivere da “storici” la narrazione dei fatti che riempiono la cronaca è piuttosto diffusa tra gli alfabetizzati. Uno di essi ha previsto che, nella storia d’Italia, Silvio Berlusconi avrà un capitolo intero come Alcide De Gasperi; non ha precisato che cosa vi sarà scritto ma è immaginabile che, come per Alcide De Gasperi, Enrico Mattei, Aldo Moro, Bettino Craxi, nessuno degli studiosi vorrà correre il rischio di risalire a quella clasusola del Trattato di Pace, stipulato dopo la seconda guerra mondiale (norma definita “vergognosa” in sede Costituente da Vittorio Emanuele Orlando e) tesa a impedire ogni crescita o sviluppo del nostro Paese in campo economico.

In conseguenza, nessuno vorrà avvicinare con chiarezza Silvio Berlusconi ai personaggi più eminenti della vita politica italiana (a partire dal secondo dopoguerra mondiale) né ritenerlo vittima di un uso cosiddetto politico della giustizia ben pilotato (come il “caso Montesi” per Alcide De Gasperi; “Tangentopoli e Mani pulite” per Bettino Craxi). E ciò pur ricordando, con annotazioni di vario e opposto tipo, i trent’anni di processi inflitti al Presidente di Forza Italia, per ben quattro volte Presidente del Consiglio dei Ministri.

Naturalmente, com’è già avvenuto anche per le morti violente di Enrico Mattei (incidente aereo) e di Aldo Moro (assassinio a opera delle Brigate Rosse), ipocrisie vergognose, falsità eclatanti, dolori finti (espressi sulla stampa o in televisione) tenteranno, in queste e nelle prossime ore, di coprire ogni intuibile, diversa verità. E ciò con la prassi di “interminabili “coccodrilli”. Nessuno rileverà che: come “l’America”, secondo i fratelli Coen, “non è un Paese per vecchi”, così l’Italia non sembra essere un Paese per personalità politiche di forte tempra.

I predetti (Alcide De Gasperi, Enrico Mattei , Aldo Moro, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi) sono state figure comunque eminenti (sia pure per diversi e talora opposti aspetti) non solo a livello nazionale ma mondiale, ma è stato loro impedito di agire e di muoversi liberamente se ciò poteva comportare la crescita e l’autonomia economica del Paese.

Sotto l’attacco costante, ripetuto, ossessivo di fenomeni di varia natura (del brigatismo con i colori del rosso o del nero, e di un uso politico della giustizia, su ipotesi anche avventate, ma abilmente messe in piedi, di corruzione politica o morale) tutti i predetti personaggi politici non hanno potuto (probabilmente neppure percependo la condanna all’inanità di ogni loro azione politica) dare al Paese quella libertà d’iniziativa economica produttiva che gli era negata da una sonora sconfitta bellica e dalle clausole vessatorie di un trattato di pace firmato sotto la minaccia di una “resa incondizionata”.

Essi, purtroppo, non hanno compreso che il viluppo intricato e confuso di intese, norme, fili sotterranei, la rete contorta e nascosta di rapporti sotterranei, l’inclusione nella NATO e poi nell’Unione Europea del dopo Maastricht consentivano solo la nascita e la crescita di uomini o donne politiche di mezza tacca (con l’uso di “obbedir tacendo” secondo il motto dei nostri Carabinieri); non hanno capito, in altre parole che le loro personalità erano troppo rilevanti per essere “catechizzate” da spioni e militari di “sottopancia” e immesse nel circuito “innocuo” degli uomini politici “a tutto chiamati e a nulla eletti”.

Da ciò che si capisce osservando la politica italiana di oggi, la dura “lezione” subita da quegli uomini illustri è stata bene assimilata dalle nuove generazioni sia di sinistra, sia di centro e sia di destra che sono tutte allineate e compatte sulla linea dettata dai vecchi ispiratori del Trattato che tanto dispiaceva a Orlando.

Domanda: Un grande, nuovo, radioso futuro si presenta per i governanti italiani del “Signorsì”?

Non è facile rispondere:

C’è, innanzitutto, il rischio che, di invio di armi in invio di armi, si possa giungere alla distruzione fisica della “Bella Italia” colpita da missili a gittata nucleare. In secondo luogo c’è la possibilità, con la morte della politica in un Paese legato a filo doppio al tramonto di tutto l’Occidente, di essere coinvolti nel “cupio dissolvi” che sembra avvolgere i “mortali” (statunitensi) che – direbbe Metastasio- sembrano “stanchi di soffrir”.

Riusciranno….le nostre eroine….?

LUIGI MAZZELLA

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