Sono le circa le otto di stamattina. Il C21, la sempre “attesissima” navetta (le corse sarebbero previste ogni 25 minuti, ma si arriva spesso ai 40) che da Margellina risale la collina di via Orazio e via Petrarca fino a Capo Posillipo. Il tempo biblico dell’attesa fa in modo che a quell’ora il bus sia sempre stracarico: un esercito di onesti lavoratori, badanti e domestiche, subisce ogni santo giorno questa scandalosa inefficienza. Ma torniamo a stamattina.
Brutta sorpresa stamattina per chi lavora: una banda di ragazzini – avranno avuto tra i 12 e i 14 anni – sta andando al mare, ma non gli basta. Devono “fare ammuina”, sfottere gli altri viaggiatori, strillare, mettersi in mostra in tutta la loro insopportabile cafonaggine, e a nulla valgono le timide rimostranze degli altri viaggiatori, consapevoli che il branco – se rimproverato – può reagire in modo pericoloso.
Indispettiti da chi chiede la dovuta tranquillità, alzano l’asticella della maleducazione ed arrivano a rompere i vetri di alcuni finestrini.
A questo punto, finalmente, l’autista blocca la macchina e intima a tutti i passeggeri di scendere: i bulletti così “guappi” fino ad un minuto prima, se la danno a gambe levate, lavoratori e turisti (attoniti) restano a terra ad aspettare (il danno e la beffa – ndr) la prossima navetta che verrà (chissà quando).
Nella Napoli di Gaetano Manfredi, che si segnala per il disinteresse capace di vette talmente alte da far rimpiangere De Magistris, l’abbandono ed il degrado ormai sembrano non conoscere più limiti. E mentre – grazie al turismo – la città conosce uno dei momenti più favorevoli allo sviluppo del territorio con 250.000 presenze nei fine settimana, Napoli lentamente muore per mano di chi fa dell’immobilismo l’arma di distruzione per una città che non capisce, così come la sua squadra ed i suoi tifosi, essendo tifoso juventino…
Gino Giammarino
