Nei giorni scorsi, in una filiale barese di una nota Banca meridionale abbiamo assistito ad un fatto tanto semplice quanto significativo.
Una signora chiedeva al direttore di inviare al figlio studente all’estero rimasto senza soldi cinque cento euro con una certa urgenza. era giovedì mattina e i soldi sarebbero arrivati il martedì successivo con una spesa di cinquanta euro.
Ma non sono troppi cinquanta euro (abbiamo eccepito noi)? “Siamo un’azienda privata che deve fare utili per pagare i nostri stipendi” ci ha risposto il direttore.
Abbiamo fatto presente al direttore che una banca è un’azienda che svolge il mestiere di intermediario tra risparmiatori e investitori cioè presta danari lucrando un interesse; altre sono le imprese dedite al trasferimento di danari.. è troppo comodo lucrare senza rischi sulle operazioni di pagamento. Inoltre la commissione è un costo per il cliente e per l’economia mentre gli interessi pagati sul prestito sono il prezzo per l’uso del capitale che produce reddito e occupazione aggiuntivi. Inoltre ancora il costo per un bonifico domestico non varia molto da uno internazionale quindi la esosità della commissione non si giustifica.
Di fatto lucrare sui pagamenti e sulle carte di credito è talmente profittevole e sicuro che ogni banca è portata a preferire questo settore a quello del prestito… inoltre alcune banche profittano degli interessi che riscuotono sui titoli di debito pubblici acquistati con i danari dei clienti cui non riconoscono alcun interesse!!! cioè se la banca lucra su altro che non sul prestare i soldi prima o poi non esisterà più il credito (che ormai è già ridotto al lumicino) e quindi sarà estinta anche la funzione della banca come intermediario del risparmio. Fenomeno già oggi ampiamente visibile e che condanna le nostre imprese al nanismo.. se poi sono proprio le banche meridionali assieme a quelle più grandi ad essere responsabili di tale disastroso fenomeno capiamo che non esiste neanche una pur minima ipotesi di ripresa della nostra economia.
È questo che si vuole? È una specie di complotto per distruggere le piccole imprese?
È evidente che il legislatore deve dividere i due settori e tassarli differentemente. I profitti realizzati senza rischi come le commissioni vanno distinti da quelli che si realizzano subendo notevoli rischi di insolvenza.
Una soluzione parziale potrebbe essere quella adottata da molte banche estere operative per esempio in Gran Bretagna; esse riconoscono all’utilizzatore della carta di credito un piccolo premio commisurato all’entità della transazione… cioè il cliente guadagna una commissione e non la paga premiando così la crescita dell’economia mentre la banca e il sistema delle banche nel suo insieme non vede uscire danari dai propri forzieri e quindi può utilizzarli più liberamente con grande vantaggio…
Cioè in quel caso il sistema delle banche è un punto di forza dell’economia, mentre le nostre banche ne sono una palla al piede.. come volete che ci sia competizione? Come può esserci un futuro? Come si può essere anche solo sindaco (o ambire a divenirlo) di un minuscolo paesino senza avere almeno queste piccole cognizioni?
È difficile per banchieri e politici cominciare a pensare ad un futuro più collaborativo tra banche ed economia??
Sembra proprio di sì!
CANIO TRIONE
