Bourelly (Piccola Industria): “imprese reggono ma preoccupa andamento economia”

«Malgrado le criticità derivanti da tensioni internazionali, caro prezzi materie prime ed energia, costo del denaro più elevato, il sistema sta reggendo ancora. Il problema può sorgere se non si trova presto una svolta positiva, facendo decollare ad esempio investimenti come quelli previsti per il Pnrr, che accusano evidenti ritardi. Attualmente settori marcatamente in sofferenza non ve sono. Il turismo continua a crescere e l’agroalimentare beneficia dell’incremento delle esportazioni. Ma siamo preoccupati per l’andamento generale dell’economia italiana che si è fermata a causa dell’inflazione ancora alta e del rapido e consistente rialzo dei tassi di interesse”. Così, con Adnkronos/Labitalia, il presidente del gruppo piccola industria di Unione industriali Napoli, Guido Bourelly, analizza la condizione attuale delle piccole imprese sul territorio napoletano. Bourelly ricorda che “nel secondo trimestre il Pil italiano è diminuito di 0,4% (dopo l’aumento dello 0,6% nel primo) ed è rimasto fermo nel terzo. Alla luce della debolezza che diversi indicatori evidenziano, è molto probabile che, a fine anno, la crescita si posizionerà sullo 0,7%. E per l’anno prossimo non andrà meglio: le attuali tornate di previsioni stanno rivedendo al ribasso le stime di crescita rispetto agli scenari formulati nei mesi scorsi, per collocarsi intorno allo 0,5%. Se così sarà, ci saranno ripercussioni anche sul tessuto produttivo locale», sottolinea.

«Diverse le criticità che le aziende del territorio si trovano a dover affrontare ogni giorno nella loro attività. “Al di là della congiuntura, oggi le aziende, anche quelle di piccola dimensione, devono affrontare -spiega l’imprenditore- la transizione digitale ed energetica, che comporta oneri rilevanti e che quindi va necessariamente supportata dalle istituzioni a ogni livello. Nel 2023 assistiamo ad una crescita zero degli investimenti industriali in Italia e nel 2024 un -0,1%. Numeri che rendono il processo di transizione molto difficile. Per quanto riguarda il nostro sistema confindustriale, oltre ad assistere puntualmente le associate nei loro percorsi di riconversione e sviluppo, con particolare riguardo ai due versanti indicati, abbiamo da tempo creato – con il Campania Digital Innovation Hub e con Pride, il Polo regionale per l’innovazione digitale evoluta – strumenti concreti per affrontare queste sfide», sottolinea.

E per quanto riguarda gli effetti dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente sulle attività economiche Bourelly sottolinea che «inevitabilmente l’effetto immediato è un rallentamento o un blocco per le iniziative rivolte a determinati mercati di sbocco, ma la flessibilità delle nostre pmi è tale da aver permesso in diverse circostanze di attenuarne le conseguenze, profittando dell’espansione di mercati alternativi. Quello statunitense, ad esempio, ha fatto registrare un aumento notevole dell’export in diversi comparti anche nel nostro territorio», sottolinea. Per quanto riguarda la ‘tempesta’ sui costi aziendali «si è attenuata, ma l’inflazione resta alta e gli equilibri sono molto precari, come dimostra il recente aumento del gas».

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