Sicurezza: Tiani (Sindacato Polizia Siap) “Governo non vanifichi gli aumenti contrattuali previsti”

Giuseppe Tiani – Segretario Generale SIAP

“Abbiamo manifestato apprezzamento per il confronto sostanziale e non meramente formale che la settimana scorsa il Siap e i Sindacati di Polizia Maggioritari ganno avuto con la premier Meloni e il Governo sul ddl stabilità 2024, anche ha seguito del quale sono stati adottati provvedimenti da parte del CdM in tema di politiche della sicurezza pubblica, tutele professionali e giuridiche nell’alveo della specificità dei poliziotti che la sicurezza la assicurano giorno e notte.

Sul piano strettamente contrattuale, pur apprezzando lo sforzo dell’esecutivo rispetto al fatto che poco meno del 25% dell’intera manovra finanziaria sia stata destinata al rinnovo contrattuale dei pubblici dipendenti e del comparto sicurezza difesa e soccorso pubblico, abbiamo evidenziato con chiarezza che dette risorse non potranno compensare la riduzione del potere di acquisto delle retribuzioni che è il triplo di quanto sarà recuperato con gli incrementi stipendiali.

Con spirito di concretezza, abbiamo aperto il confronto con il Governo consci che per il recupero dell’inflazione ci sarebbero voluti più miliardi di tutti quelli utilizzati per l’intera legge di Bilancio.

Dallo studio delle fonti qualificate, tuttavia, sta emergendo un quadro preoccupante in cui decine di migliaia di lavoratori statali, poliziotti, militari e vigili del fuoco, rischiano di percepire, in realtà, gli stessi importi che prendono oggi, se non addirittura meno a causa dell’effetto scalone dovuto al taglio delle aliquote fiscali.

Infatti, in presenza di un incremento stipendiale che arriva quasi al 6% vi è il concreto rischio dell’azzeramento dello sgravio contributivo, proprio del 6% introdotto dal Governo per i redditi tra i 25 e i 35 mila euro. In pratica se a seguito dell’aumento contrattuale si supera anche di un solo euro il tetto dei 35 mila euro l’aumento stipendiale rischia di annullarsi.

Una condizione preoccupante e inaccettabile di fronte alla quale non possiamo tacere considerata la crisi salariale decennale dei pubblici dipendenti. Riteniamo indispensabile che il Governo valuti attentamente quanto viene prospettato ed adotti tutte le misure necessarie a garantire che gli aumenti contrattuali, se pur non sufficienti, siano effettivi e concreti.

Diversamente si rischia di aprire un conflitto sociale al fine di tutelare la nostra specificità salariale e professionale, dal 1990 ad oggi i dipendenti pubblici francesi hanno ottenuto incrementi salariali pari al 33% e i tedeschi il 30% mentre in Italia di contro c’è la crisi salariale e dei consumi”

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