Domani, lunedì 4 dicembre alle 21:00 presso Madalù Eventi (via Ferrante Loffredo, 15 – nelle adiacenze di piazza Nazionale), amici dell’attore e regista Mario Scarpetta, unitamente a professionisti del mondo teatrale, ne ricorderanno la figura Napoli. L’incontro ripercorrerà la storia umana e teatrale dell’artista della dinastia teatrale partenopea più importante e longeva d’Italia, pronipote di Eduardo e nipote di Vincenzo, scomparso prematuramente diciannove anni fa, il 14 novembre 2004, all’età di 51 anni. In programma, la fruizione de Il sorriso e l’attore, una mostra curata da Pino Miraglia, e gli interventi di varî testimoni, tra cui la moglie, Maria Basile Scarpetta, il critico Giulio Baffi, il regista Francesco Saponaro e il produttore storico Gianni Pinto.
Ed è proprio Pinto, attualmente presidente del teatro Trianon Viviani, a ricordarlo con parole sue:
“Sono passati già 19 anni che Mario non è più con noi. Tanto tempo, eppure sembrava ieri quando ci salutammo nel Maschio Angioino nell’agosto del 2004, al termine di una tournée che lo vide protagonista con Don Raffaele ‘o trumbone e Cupido scherza e spazza, di Peppino De Filippo. In questo agosto di 19 anni fa Mario non stava bene, aveva continui e permanenti abbassamenti di voce, nonostante le cure quotidiane a cui si sottoponeva per recitare. Aveva attribuito questo problema alle lunghe nottate in barca a Procida nel mese di luglio per un periodo di vacanza prima di cominciare l’ “estiva”. Purtroppo non era così!”.
E, in chiusura:
“Mario diede tantissimo sulle scene, ma ricevette poco, quasi nulla. Sono completamente in sintonia con quanto dichiarò Luigi De Filippo e Lina Wertmuller: «Mario meritava molto di più nella vita». Non poco abbiamo lottato insieme in quei 25 anni per raggiungere tale obbiettivo, anche e soprattutto nella nostra Napoli, dove avrebbe dovuto ricevere, quale degno erede di una grande famiglia di teatro, i giusti riconoscimenti per il suo instancabile lavoro e una maggiore attenzione da parte di tutti. Ciao Mario, ti porteremo sempre nel nostro cuore ma soprattutto ti ricorderanno con affetto i tuoi spettatori ai quali dicevi alla fine di ogni recita:
«Speriamo che questo rispettabile pubblico si sia divertito»“.
