Car of the Year senza italiane: un altro fallimento degli Agnelli

L’anno scorso toccò alla Kia EV& (foto in alto), il rivoluzionario crossover elettrico che ha portato per la prima volta una vettura coreana sul trono di “The Car of the Year” per il 2023, dove siedono le reginette d’Europa per un intero anno. 
Ma mentre il periodo dell’incoronazione per l’interregno sta per finire, le pretendenti – sette finaliste per il tradizionale grande debutto in società (o mercato – fate voi…) affilano le armi per sedurre i 59 giornalisti specializzati provenienti da 22 Paesi europei che le hanno già selezionate tra le tante aspiranti.

Eccole, rigorosamente in ordine alfabetico: Bmw Serie 5, Byd Seal, Kia EV9, Peugeot 3008, Renault Scenic, Toyota C-HR e Volvo EX30.

Stavolta è un modello cinese a debuttare nella lista reale, la Byd Seal, mentre la nuova Fiat 600  non ha superato neanche il primo sbarramento.
Certamente un segnale negativo per la strategia di casa Agnelli che – come per la squadra di calcio della (poco) real casa bianconera (la Juve) – continua a dimostrare più corte vedute che corto muso. Ulteriore certificazione della miopia di quella economia servoassistita che finisce più serva che assistita: non comprarla sarà anche un segnale di sveglia per quel sistema-Italia che sembra ormai essersi incartato per mancanza di coraggio imprenditoriale, vivacchiando sui ricatti allo Stato e – ovviamente – alla collettività del Paese.

Gino Giammarino

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