Bari-Napoli, destini incrociati: quando paghi cara la programmazione low cost

Mai così simili nel bene e nel male, dal paradiso all’inferno insieme. Due realtà che hanno compiuto la stessa programmazione “sostenibile” (termine usato da Luigi De Laurentiis nella sua ultima uscita) e che oggi si ritrovano ad essere ridimensionate. Dalla vittoria dello scudetto e play-off per arrivare in Serie A, fino all’eliminazione dalla Coppa Italia, un quinto posto e un undicesimo posto in Serie B. Numeri alla mano il crollo di Napoli e Bari è sotto gli occhi di tutti. Da protagoniste nelle loro categorie a comparse, tutto questo causato da una programmazione totalmente errata e giustificata dal concetto della sostenibilità. I Campioni d’Italia hanno salutato in estate il roccioso Kim per acquistare Natan, questa è l’operazione che dà un’immagine di ciò che si aspettasse il Napoli dalla stagione. La speranza che il brasiliano potesse essere il nuovo leader in difesa erano alte, ma questa scommessa ad oggi è stata ampiamente persa. Da qui arriva anche il mancato rinforzo di una rosa che non poteva fare solo affidamento sui soliti insostituibili undici.

Le riserve della squadra azzurra non sbloccano la sfida contro il Frosinone, mentre i fedelissimi di Walter Mazzarri entrano e contribuiscono alla vittoria dei gialloblù. Una partita no dei titolarissimi è consentita, ma se le riserve non riescono a fare la differenza allora qualcuno è costretto a fare degli straordinari. Il concetto di straordinario, invece, non è di casa a Bari. Stessa programmazione low cost, tanti prestiti, una squadra costruita senza un vero e proprio criterio e nel calderone ci si aggiunge anche un cambio d’allenatore (come anche capitato al Napoli) sempre con l’intenzione di non intaccare il delicato equilibrio dei conti. Forse una preoccupazione eccessiva, forse no, ma ciò che è certo è che il Bari vede da lontano quella posizione tanto occupata lo scorso anno e gli azzurri appaiono lontani parenti di quelli che hanno vinto lo scudetto. Responsabilità della famiglia De Laurentiis nel non voler migliorare i giocattoli, tanto da trascurarli e romperli. 

Foto: CalcioNapoli24

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