Napoli. Lavoro e reddito base, sabato incontro a Libreria Raffaello

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Lavoro, reddito di base, salari, diritti dei lavoratori e dei cittadini sono i temi del dibattito che si svolgerà sabato 20 gennaio a Napoli, alle 16:30 alla libreria Raffaello (via Kerbaker 35) in occasione della presentazione del libro ‘Reddito di base. Liberare il XXI secolo’ a cura di Andrea Fumagalli, Sandro Gobetti, Cristina Morini, Rachele Serino (Momo Edizioni 2021; pagine 240; euro 18). Alla iniziativa saranno presenti gli autori Serino e Gobetti, presidente dell’associazione Bin Italia. I saluti sono di Mariella Vitale, vicepresidente RED-Reddito Europa Diritti e Serra responsabile della campagna Lavoro se Diem25. La presentazione del libro è organizzata dalle associazioni Red Reddito Europa Diritti e Diem25 Italia.

“Tenere acceso il dibattito sulla necessità di un reddito di base universale e incondizionato è un dovere – sostiene Serra – L’inarrestabile aumento delle povertà, i cambiamenti negli stili di vita, le nuove esigenze personali e sociali, l’impatto delle tecnologie sono tra le cose che ci convincono che bisogna abbandonare gli schemi del lavoro e della società del Novecento. Ora serve flessibilità e maggiore autonomia per gestire le fasi di transizione della nostra vita: siamo cittadine e cittadini e abbiamo diritto a una esistenza libera e dignitosa anche quando si è o si decide di stare fuori dal mercato del lavoro”.

“Parlare di Reddito di base in Italia, dove i salari sono diminuiti anziché aumentare, dove il tasso di occupazione è tra i più bassi in Europa e in area Ocse, e i tassi di povertà, abbandono scolastico ed emigrazione sono tra i più pesanti, è – afferma Vitale – quanto mai opportuno e tempestivo. Farlo a Napoli, dove decine di migliaia di persone sono rimaste prive di un sussidio per la disoccupazione di lungo periodo e ogni giorno vanno a ingrossare il numero già alto di senzatetto è ancor più urgente”.

“La questione oggi aperta non è più “se” un reddito di base – dichiarano gli autori del libro – ma eventualmente rinnovare i tanti “perché” ricalibrandoli sullo stato di salute del mondo e della comunità umana, immaginare il “come” per costruire esperienze possibili, rivendicare il “fine” della libertà e della giustizia sociale, ma soprattutto imporre il “quando”, perché “non possiamo più rimandare l’esistenza a dopo”. (foto Contropiano)

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