Napoli – Verona, tra sonno e realtà riecco il Mazzarri di sempre

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Un’altra domenica di cover dedicata alla memoria di Franco Califano, con gli azzurri che hanno riproposto la loro versione del celebre hit “Tutto questo è noia!”, al Diego Armando Maradona (Maestà, Ti chiediamo scusa per loro) di Napoli.
Per onestà, va detto che la squadra ancora virtualmente Campione in Italia comincia con tanta buona volontà il primo tempo, con Di Lorenzo, Anguissa, Politano e soprattutto Kvara in bella evidenza, creando diverse occasioni da rete.

E’ proprio il georgiano a impegnare il portiere degli scaligeri, Montipò, che però ancora una volta contro il Napoli trova evidenti motivazioni forti con interventi conseguenziali. 

Nella seconda parte della prima frazione gli ospiti riescono ad uscire dalla propria metà campo e ad essere pericolosi in ripartenza, ma per il portiere azzurro (ma in rosso) l’amministrazione è piuttosto ordinaria. Comunque per 45′ il Verona regge contro un buon Napoli, mentre nella ripresa sono proprio gli scaligeri a fare meglio dei più quotati avversari.  

Cabal e Lazovic impegnano il portiere, ma è Coppola il più pericoloso e su palla inattiva apre le marcature con un bel colpo di testa. La rete subìta gela lo Stadio ed i tifosi di Fuorigrotta, mentre l’undici di Mazzarri piomba nello sconforto, rischiando il tracollo.  

Una lunga, monotona fase di parrocchiali palle in avanti – da ambo gli schieramenti, va detto per onestà – mette in seria difficoltà le capacità degli spettatori di tenere gli occhi aperti, ma incredibilmente riappare il Napoli che fu di Mazzarri e gli ultimi minuti si trasformano in un arrembaggio disordinato seppur entusiasmante, con gli azzurri che attaccano a testa bassa e in dieci minuti ribaltano l’incontro con il pareggio del nuovo acquisto Ngonge, prima, e successivamente con la grande rivincita su tutti per Kvara che, con una delle sue magie incantatorie, ridà entusiasmo a tutto l’ambiente.

Finisce 2-1 per il Napoli, e così, risvegliatisi e rifornitisi di Adrenalina, i presenti possono tornare a casa come se fossero stati ad una partita di calcio vera.
Tra sonno e realtà, comunque arrivano i tre punti. 

(g.g.)

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