Prefetto di Napoli, sgomberi? ‘Teniamo conto delle fragilità

37 Visite

Cabina di regia per l’esame delle situazione delle occupazioni abusive degli immobili in ambito metropolitano, oggi pomeriggio, nell’ambito della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.

L’obiettivo è liberare gli alloggi del patrimonio di edilizia residenziale pubblica dell’ambito metropolitano ma si procederà tenendo conto delle singoli situazioni di fragilità e di precarietà.

«Abbiamo dato una serie di priorità che vengono stabilite non dalla cabina di regia, ma da una legge, l’articolo 11 del 2017, nel quale viene, in maniera molto semplificativa, creata la condizione di una priorità – ha spiegato il prefetto – perché si deve tener conto dei momenti di fragilità e precarietà e, se possibile, creare per ogni nucleo familiare destinatario di ordinanza di sgombero, un percorso sociale. Laddove tutto ciò non sarà possibile, ovviamente, si procederà allo sgombero dove è richiesta l’assistenza della forza pubblica».
    E’ stata affrontata la questione relativamente all’area del comune di Caivano e ad altre realtà del capoluogo, contraddistinte da rilevanti criticità.

A chi gli chiede quante siano le famiglie interessate da ordinanza di sgombero, il prefetto Michele di Bari, risponde: «Sono tantissime. Ci sono decine e decine di ordinanze ineseguite negli anni e la cabina di regia vuole avere anche lo scopo di creare una sintesi di tutti questi fenomeni. Spero che a breve qualcosa accadrà perché c’è la consapevolezza da parte delle amministrazioni locali di promuovere iniziative per la legalità su questo fenomeno molto, molto deprecabile».

«La cabina di regia deve solo prendere atto da parte dei Servizi Sociali e delle Municipalità di ciò che sta accadendo o è accaduto negli anni in questa situazione difficile e complessa- ha risposto il prefetto a chi gli ha chiesto a chi spetta stilare una graduatoria delle fragilità che meritano più attenzione rispetto alle altre – Credo che ci si metterà di buona volontà. Ma questo deve servire soprattutto a creare le condizioni perché una famiglia che vive nella stretta illegalità possa avere anche un percorso sociale per addivenire a un percorso di legalità».

«La cabina di regia vuole aiutare questi percorsi con iniziative specifiche con enti locali, la magistratura – ha sottolineato il prefetto – Perché credo che ciò che è qui a Napoli, su questo fenomeno, debba avere l’ attenzione delle istituzioni. E allora, tutte le istituzioni sono chiamate a uno sforzo anche di carattere sociale perché la cornice della legalità significa individuare ciò che non può essere sanato e individuare ciò che può eventualmente essere regolarizzato. Questo non sta a me dirlo. Ai Comuni la possibilità di fare un ulteriore sforzo». Alla riunione hanno partecipato, oltre all’assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli e ai vertici provinciali delle Forze dell’ordine, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caivano, il Commissario straordinario di governo per il territorio del Comune di Caivano, il presidente dell’Acer, il Direttore dell’ASL Napoli 1 Centro e il rappresentante della Regione Campania. (Fonte: Ansa)

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo