Infrastrutture, al via al pianto di sostenibilità per la Metropolitana di Napoli

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 Metropolitana di Napoli s.p.a. ha predisposto il proprio Piano strategico di sostenibilità per il triennio 2024-27 fondato su progetti di mobilità rispettando i principi dello sviluppo sostenibile e responsabile. Il documento, spiega una nota della società, «traduce in obiettivi e linee guida la volontà dell’azienda di migliorare il profilo ambientale, sociale e gestionale delle proprie attività. Ispirato ai criteri ESG, l’approccio troverà una significativa declinazione nelle azioni programmate per il completamento delle linee 1 e 6 della metropolitana cittadina, la cui integrazione in unico sistema di trasporti darà vita alla più grande opera infrastrutturale della Campania».

«Al termine del 2024 – annuncia Paolo Carbone, presidente di Metropolitana di Napoli – redigeremo il nostro primo Bilancio Sociale di Impresa, una scelta che non ci è imposta dalla normativa ma è frutto di un percorso virtuoso che abbiamo avviato negli ultimi due anni con l’ottenimento di importanti certificazioni in materia di gestione ambientale e responsabilità sociale. Non consideriamo la sostenibilità una meta lontana, ma una prospettiva che già ispira il nostro lavoro e che ora trova un rinnovato impulso».

L’ambiente è il primo ambito di applicazione del Piano strategico di sostenibilità, che trasferisce, ancora la nota aziendale, «l’esigenza di minimizzare l’impatto ecologico delle opere sia nella fase progettuale che in quella esecutiva. Ridurre la produzione di materiale di scarto, aumentare l’uso di prodotti riciclati, incrementare la quantità di rifiuti recuperabili sono solo alcuni degli indirizzi strategici che caratterizzeranno le scelte dei progettisti di Metropolitana di Napoli».

Un capitolato di sostenibilità regolerà invece i rapporti con i fornitori e i subappaltatori, sollecitando, tra le altre cose, l’impiego di veicoli a basso consumo energetico, l’acquisto di materiali con imballaggi eco-friendly, la corretta gestione dei depositi temporanei di rifiuti.
Il Piano strategico di sostenibilità testimonia poi l’impegno di Metropolitana di Napoli “in termini di responsabilità sociale”, a partire dalla parità di genere. Il tema dell’uguaglianza tra donne e uomini è richiamato “indicando le misure da attuare nell’articolazione dei processi interni, su tutte l’equiparazione dei contratti e l’equa distribuzione delle pratiche a parità di competenze. Specifiche clausole contrattuali estenderanno anche ai fornitori questo tipo di impegno, la cui soddisfazione sarà oggetto di valutazioni periodiche”. Altro tema del Piano la salute e la sicurezza dei dipendenti. Un tema che ha già visto la società conseguire la certificazione ISO 45001 sulla sicurezza dei luoghi di lavori e che ora trova ulteriore sviluppo “con la programmazione di attività volte alla prevenzione dei rischi”.

L’attenzione per il territorio amplia, invece, la dimensione sociale del piano, «che dà conto delle azioni previste da Metropolitana di Napoli a supporto della comunità. Tra le altre, il documento indica iniziative che favoriranno l’ingresso in azienda di laureati e diplomati nonché progetti che vedranno giovani e studenti protagonisti di visite nei cantieri finalizzate ad attività formative e di ricerca». Infine, conclude la nota, il Piano strategico di sostenibilità definisce la piena adesione di Metropolitana di Napoli «ai principi della legalità e della trasparenza, riconosciuta anche dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lo scorso 6 febbraio con l’attribuzione del Rating di legalità. La dimensione etica della governance sarà rafforzata con il costante aggiornamento dei sistemi di gestione anticorruzione. Emblematico in tal senso il recente adeguamento della procedura di segnalazione anonima degli illeciti, dotata di un software che garantisce una maggiore tutela della privacy del segnalante».

«Gli obiettivi indicati dal Piano strategico di sostenibilità indirizzeranno – conclude Carbone – le nostre scelte future ma anche le relazioni con gli operatori che lavoreranno con noi: chiederemo anche a loro di adeguarsi agli standard di sviluppo responsabile che abbiamo deciso di adottare».

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